da “IL MESSAGGERO” del 20 Giugno 1996

Sindaci e 007 al tempo stesso. Cambia pelle l’amministratore comunale che, oltre a farsi carico dell’attività pubblica, dovrà anche “indagare” su episodi di microcriminalità e di delinquenza. Ammesso che ce ne siano. La nuova incombenza è stata decisa nel corso del vertice del Comitato provinciale sull’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Giuseppe Altorio.
Dunque per la prima volta i sindaci di Rieti Antonio Cicchetti, di Fara Sabina Mario Perilli, di Magliano Sabina Paola Fratoni e di Poggio Mirteto Giuseppe Rinaldi sono chiamati a dare il loro contributo nella lotta alla malavita. «L’integrazione nel Comitato – osserva il prefetto Altorio – nasce dall’esigenza di conoscere se esistono o meno atti delinquenziali. Non bisogna abbassare la guardia, ma vanno anche approfondite le cause del disagio sociale».
Tuttavia il quadro che emerge dalla provincia è quello di “un’oasi felice”. A parte il fenomeno dello spaccio della droga in Bassa sabina, anche se il vero nemico resta l’usura. Che è però un “gioco” da grandi. «Non esistono grossi problemi da noi – dice Perilli – i reati sono circoscritti e fisiologici. Per arginare il disagio giovanile occorrono centri sociali che abbiamo».
Gli fa eco Rinaldi: «Il deterrente è il sociale. Presto assumeremo in Comune 2 ex tossicodipendenti. Credo più al recupero e alla prevenzione che alle manette. Chi viola la legge va punito, ma non penso che la galera possa sanare la piaga»
G.Pett.