• Ultima modifica dell'articolo:27 Settembre 1997
  • Categoria dell'articolo:Rassegna Stampa
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da “CORRIERE DI RIETI” del 27 Settembre 1997

Crollano pezzi delle Mura. Palazzi e chiese lesionati

Scene di panico
Scuole e famiglie evacuate
Un gigantesco ingorgo nelle vie dopo la scossa
Edoardo Poeta

RIETI – Anche la paura ha il suo orario. Ieri mattina, alle 11 e 43 in punto, Rieti è stata raggiunta da una scossa di terremoto spaventosa. Ed è scoppiato il panico: vetrine che si schiantavano al mobilificio Nobili in via delle Ortensie, calcinacci per strada, le mura secolari che cadevano a pezzi su via Canali. E la gente che correva. Dappertutto.

Chi lasciava le pentole sul fuoco, chi la lezione a metà, chi le aule di giustizia con i testimoni seduti al banco. La famiglia di Ezio Scardaoni, in via Pescorocchiano, ha dovuto abbandonare definitivamente la propria abitazione: evacuata dai vigili del fuoco. Ed in pochi minuti le vie della città si sono trasformate in un gigantesco ingorgo. I vigili urbani hanno sudato le sette camicie per tenere in pugno la situazione, la Stradale ha sguinzagliato sette pattuglie. E la gente era tutta nelle piazze, accuratamente al centro degli spazi. In via Nuova, della Ripresa e di San Liberatore alcuni abitanti sono rimasti in mezzo al ‘vicolo’, rischiando grosso. «Non possiamo abbandonare le nostre case senza nessuno dentro». E hanno vigilato davanti ad esse anche durante i colpetti di assestamento del pomeriggio.

Il sisma, violentissimo (è arrivato a sfiorare il nono grado della Scala Mercalli), è stato preannunciato da un lieve boato. Poi tutto ha preso a dondolare. Attimi apparsi un’eternità. Benché più brevi di quelli vissuti nella notte, quando alle 2 e 33 tutti i reatini si sono svegliati sull’onda d’urto prolungatissima proveniente dall’Umbria. Fuggi fuggi generale, con qualche lieve ferito, come il pittore Vasco Ciaramelletti che si è contuso un piede in via Centuroni. E parecchi hanno dormito in automobile, con coperte, mentre altri passeggiavano per la città senza più la forza di chiudere occhio. In quel momento entrava in funzione l’unità di crisi della Prefettura, coordinata da Francesco Tarricone sotto la direzione del prefetto Altorio, che ha messo in preallarme tutta la struttura di protezione civile della provincia.

Alla Coop Futura ieri mattina alle 11 e 43 ci sono state scene di carrelli impazziti, donne in ansia con le buste della spesa. E poi tutti a fuggire: una folla di persone è partita da via di Porta Romana per raggiungere la piazza. Dalla scuola “Sisti” e dalla “Minervini” sono uscite urla percepite fino in piazza Vittorio Emanuele dove stavano confluendo gli impiegati dei vari uffici. I più spaventati quelli usciti da Palazzo Carotti, sede della Banca commerciale italiana: una lunga crepa ha attraversato la sede reatina della Comit lesionandola in maniera piuttosto grave. Dalla chiesa sconsacrata della quale fu parroco il celebre latinista Riposati, San Donato, oggi sede della Stefanel e di una palestra, sono caduti calcinacci lungo via Cintia. Il campanile è stato dichiarato pericolante e la zona transennata. Tutte le scuole dipendenti dal Comune sono state chiuse dal sindaco Antonio Cicchetti con un’ordinanza “a voce” diramata dalla torre di Palazzo di Città, dove il primo cittadino è stato sorpreso dalla scossa di terremoto. Stamattina verranno ispezionate dai tecnici per accertare i danni. Ma già si sa che la Media “Sacchetti Sassetti” si trova in serie condizioni, mentre per Geometri, Commerciale, Scientifico ed Itis oggi sarà giornata di lezioni. «E’ tutto a posto» garantisce l’assessore provinciale Rufino Battista che ha visitato stanza per stanza degli edifici.

Nel pomeriggio è stato un susseguirsi di interventi, mentre grandi uffici restavano chiusi per “terremoto” come la Bpr o la Cariri (i dipendenti avevano facoltà di rientrare dopo le 15, ma non si sono fatti vedere). Sono state chiuse e controllate dai vigili via San Francesco perché la chiesa di San Giorgio era in pericolo, via Garibaldi per danni al “Manni” e via San Pietro Martire (ma era una tegola). Incredibile e massiccio il lavoro dei vigili del fuoco che sono intervenuti in più punti di via Roma, in tutta via Pellicceria, a San Rufo, a San Francesco, a Porta Cintia, hanno transennato le mura, hanno fatto sopralluoghi e rimozioni di cornicioni in via Micaeli, Comotti, Salaria, Sant’Agnese, Garibaldi e Quattrostrade. Sono stati attivati da ieri mattina i numeri 287269 e 287289 per segnalare danni all’ufficio tecnico del Comune.

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