da “IL MESSAGGERO” del 25 Settembre 1997
A Canneto il presidente del Consiglio ha gustato bruschetta con olio sabino. Poi cena a Farfa — Sequestrati volantini di An sul destino della pianta secolare

A Canneto il presidente del Consiglio ha gustato bruschetta con olio sabino. Poi cena a Farfa
Arriva Prodi, ulivo a rischio
Sequestrati volantini di An sul destino della pianta secolare
C’erano vescovo di Rieti, presidente della Provincia e sindaco di Fara
di SILVIA LA TORRE
Ieri pomeriggio alle 18,30 ai piedi dell’ulivone millenario di Canneto, di proprietà di Rocco Aldo Bertini, pensionato di 58 anni, è arrivato il presidente del Consiglio Romano Prodi, insieme alla consorte Flavia, in completo di lino blu. Ad attendere il capo del Governo, insieme al sindaco di Fara Sabina Tarso Venti, all’assessore alla Cultura Tersilio Leggio che ha fatto da cicerone, al prefetto Giuseppe Altorio e al questore Amerigo Di Censo, c’erano tutte le più alte cariche militari reatine, gli amministratori locali.
Imponenti le misure di sicurezza adottate lungo tutto il percorso interno fino a casa Bertini, mentre in piazza Pacieri a Canneto le forze dell’ordine hanno sequestrato, prima dell’arrivo di Prodi, un centinaio di volantini di protesta stampati dal circolo comunale di An che ironizzavano sulla venuta del capo di Governo: «Povera Canneto è la fine. Seccata e abbattuta la Quercia toccherà ora anche all’ulivone?» dice la frase d’esordio del foglietto celeste sequestrato.
Ad accogliere Prodi sotto l’albero, che ha una circonferenza di 7 metri e un’altezza di 15, c’era anche un gruppo di bambini, arrampicati sui rami, che hanno chiesto a Prodi e signora di fare una foto ricordo. «Questa è una pianta molto antica che ha bisogno di cura», ha detto l’assessore Leggio a Prodi, che ha raccolto ironicamente le sue parole prendendole come «un ammonimento per il Governo dell’Ulivo». Dopo la visita Aldo Bertini – che nei giorni scorsi non aveva gradito il fatto di aver saputo della visita dai giornali e non dagli amministratori comunali – ha offerto a tutti un buffet a base di bruschetta, vino locale e dolci.
«Chiedo scusa per l’invasione della sua casa – ha detto Prodi a Bertini – ma non mi aspettavo tanta gente, pensavo fosse solo una visita privata». Romano Prodi avrebbe deciso di visitare l’ulivo di Canneto dopo aver saputo che era uno dei più antichi del mondo e aver ricevuto l’invito prima di un suo collaboratore sabino e poi delle amministrazioni locali. Intorno alle 19 Prodi e signora, cui sono stati donati fiori e olio da ragazze vestite in costume tipico sabino, sono ripartiti a bordo della Fiat Croma blindata alla volta di Farfa. Nel borgo ad attenderli c’era anche il vescovo di Rieti, Delio Lucarelli, e Giosuè Calabrese. Dopo la visita all’abbazia, alla basilica e alla biblioteca, Prodi e signora hanno partecipato ad una cena privata con 20 invitati, all’interno dell’abbazia.