• Ultima modifica dell'articolo:3 Febbraio 1996
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da “IL TEMPO” del 3 Febbraio 1996

Tiro incrociato sui finanziamenti persi

AJMONE F. MILLI

SI SPERA tanto in un po’ di neve. Macché! Sul Terminillo nebbia e nevischio. Ma sperare non costa nulla e poi scaccia la noia che sempre dà una montagna sciisticamente impraticabile. Invece in pianura il Terminillo «nevica» le sue polemiche alla ricerca di perché e percome.

Attacca Andrea Ferroni, capogruppo (Pds) in provincia. Sul sindaco Cicchetti non lancia neve ma palle di neve per «la mancata realizzazione di un complesso polifunzionale in località La Valletta sul monte Terminillo». Ferroni ricorda come nel 1988 la regione Lazio, «grazie anche al mio impegno», finanziasse il progetto con ben 12 miliardi 845 milioni e come la stessa regione, «visto che non era stato attivato alcunché», decidesse poi «di definanziare l’iniziativa». Ferroni ricorda una serie di iniziative per la realizzazione del progetto per giungere ad una conclusione: «La verità è che il Comune di Rieti, in tutti questi anni (1988-1995) non è stato in grado di risolvere il problema urbanistico e paesistico dell’area in questione ed ha anche aperto con i progettisti dell’opera un contenzioso che è finito nelle aule del tribunale».

Al di là di tutto quanto accaduto, Ferroni ha «sollecitato l’assessore Marroni e la giunta regionale a recuperare la somma prevista per tale intervento e comunque a non trascurare la stazione turistica del Terminillo». Sul progetto interviene anche il consigliere comunale Mauro Valeri (Pri): ricorda come «non siano pervenute alla regione le integrazioni richieste» e che, con lettera del dicembre scorso, faceva notare alla Giunta «Documentazione e progetto mancanti di molti elementi» e la sua sollecitazione «all’ente proponente a chiudere e ridefinire la pratica». Che cosa dice in proposito il sindaco Cicchetti, terminale amministrativo di anteriori sonnolenze ma che sembrerebbe perdurino, stando a Ferroni e Valeri?

«Dice che, stando a quanto l’assessore regionale pidiessino Marroni ebbe a dichiarare a me ed all’assessore all’urbanistica Gentile, dico che i fondi sono andati perduti fin dal 1990. Ciò è quanto dichiarò Marroni. E dico che l’unica lettera che l’amministrazione reatina ha dato alle richieste regionali è quella del febbraio ’95 che l’assessore Sferra Carini concordò al Terminillo con l’assessore regionale pidiessino Cosentino, invitato proprio da Ferroni e presente al colloquio. Dal ’90 e prima della nostra lettera nessuna amministrazione ha mai inteso rispondere alle richieste della Regione. Dico inoltre che il progetto redatto per la Valletta anche dall’ex assessore del Pci Nicola Cantatore non era risultato idoneo secondo i tecnici della regione. Inoltre che l’anomala giunta comunale salettiana non realizzò mai alcuna convenzione con i tecnici del progetto, e lo stesso Cantatore rifiutò di notificare il progetto ove prima non fosse stato pagato il progetto precedente. Dico inoltre che la Valletta era stata stralciata dal minipiano per il Terminillo e pertanto non c’era bisogno di perfezionare ulteriormente gli strumenti urbanistici. Ferroni agita soltanto della propaganda politica ed il perché è ben comprensibile ed altrettanto scusabile. E le osservazioni di Valeri?

«Chi ai tempi gestiva l’urbanistica reatina ora un assessore del Pri. Valeri si informi presso di lui: se gli sarà risposto, visto che lo ha fatto fuori del seggio in Comune». Per cui? dico che quando gli assessori regionali pidiessini e l’architetto regionale Bianco ci hanno garantito che i fondi per la Valletta c’erano e l’assessore Marconi dice di no, qualcuno non dice la verità. Forse Ferroni sa chi non la dice e chi ha recitato? Ma ciò che in fondo vale è un’altra cosa: mi sono incontrato con il presidente Badaloni, sollecitato anche dal prefetto dottor Altorio, per cercare la strada di un recupero, sia pure parziale, dei finanziamenti. E questa non è propaganda politica, ma concretezza d’intervento».

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