da “FRONTIERA” del 28 Febbraio 1998
IL NUOVO PIANO DI PROTEZIONE CIVILE

Un piano generale per far fronte alle emergenze-tipo che possono verificarsi a Rieti e provincia: emergenze da terremoto, innanzitutto, ma non solo. Alluvioni, frane, incidenti industriali, incendi boschivi e inondazioni. Per ciascuna di queste situazioni, potenzialmente “attese” in virtù delle caratteristiche del territorio provinciale, ora c’è un nuovo piano che divide compiti e mansioni e organizza al meglio l’intervento di tutti quegli uomini e quei mezzi che formano sul campo l’“esercito” pacifico della Protezione Civile.
Il Piano è stato messo a punto e presentato alla stampa e ai sindaci del reatino nei giorni scorsi dal Prefetto, Giuseppe Altorio, e dallo staff della Protezione Civile che opera costantemente presso la Prefettura sotto la guida di Francesco Tarricone (con lui Luisa Cortesi e Mauro Ceccaroni). «Si tratta di un lavoro di pianificazione degli interventi di emergenza di pregevole fattura – ha detto il Prefetto presentando il “quadernone” a schede del Piano –. Non va però considerato come qualcosa di concluso bensì come l’intelaiatura di un Piano predisposto dopo un accurato lavoro di preparazione dai nostri tecnici nello spirito della legge che nel 1992 ha istituito il servizio nazionale di Protezione Civile».
Determinante il contributo di Provincia e comuni alla sua stesura: «La Provincia, nel predisporre il programma di protezione civile, ci ha messo a disposizione una mappa aggiornata del territorio con le sue caratteristiche e le aree di rischio», ha spiegato Tarricone. I Comuni, dal canto loro, avevano invece il compito di fornire alla centrale operativa della Prefettura una mappatura aggiornata di luoghi, uomini e mezzi da tenere a disposizione in caso di emergenza: «Qui c’è stata qualche difficoltà in più per la mancanza di costanza che normalmente si registra intorno ai temi della Protezione Civile – ha detto Cesaroni –. Comunque ora c’è un piano, ci sono dei dati che possono essere aggiornati».
La macchina dell’emergenza in caso di eventi calamitosi la mette comunque in modo il prefetto, che presiede il Centro Coordinamento Soccorsi: «Questo almeno per gli eventi che i singoli sindaci non sarebbero in grado di controllare da soli», ha precisato la Cortesi. Per calamità di più ampia portata le strutture provinciali sarebbero poi affiancate dalle strutture regionali o addirittura nazionali della Protezione Civile. Ma essendo fondamentale la ramificazione sul territorio dell’azione dei soccorsi i 73 Comuni della provincia sono stati raggruppati in 13 Com (che sta per Centri operativi misti) che avranno sede ad Amatrice, Posta, Leonessa, Cantalice, Greccio, Torricella in Sabina, Cittaducale, Pescorocchiano, Colle di Tora, Poggio Moiano, Poggio Mirteto, Montopoli e Magliano.
Tanto nei Centri operativi misti comunali come nel Centro Coordinamento Soccorsi della Prefettura con i rappresentanti degli enti locali lavoreranno a braccetto forze armate, forze di Polizia, Corpo Forestale, Vigili del Fuoco, strutture sanitarie e volontari di protezione civile.