• Ultima modifica dell'articolo:23 Novembre 1995
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da “IL MESSAGGERO” del 23 Novembre 1995

A Farfa un appello a superare le lacerazioni tra Destra e Sinistra. «Torno tra un anno» — Ammirazione per l’abbazia del ‘400. Messa con i vescovi e fuori programma per i vigili del fuoco

la visita a Farfa con il sindaco Perilli e i vescovi Molinari e Boccaccio. (Fotoservizio MAGRINI)
la visita a Farfa con il sindaco Perilli e i vescovi Molinari e Boccaccio. (Fotoservizio MAGRINI)

di CHIARA ANIBALLI
e SILVIA LA TORRE

Poco meno di 400 persone: non erano in tanti ad attendere il presidente Scalfaro in visita all’Abbazia di Farfa. Pochi ma entusiasti, a cominciare dai bambini, una ventina, scelti in rappresentanza di tutte le scuole elementari di Fara Sabina. Armati di tricolore in miniatura hanno salutato il presidente che li ha ricambiati con affetti non appena varcato l’arco del cortile davanti alla Chiesa quattrocentesca. Il capo dello Stato è arrivato spaccando il secondo, alle 16.30, sull’auto blindata. Accanto aveva l’elegante figlia Marianna, in paletot bianco, pronta a regolare sorrisi. A Farfa, Scalfaro ha assistito alla Messa celebrata dal vescovo della diocesi di Poggio Mirteto e di Sabina: monsignor Salvatore Boccaccio non era in perfette condizioni, ma non ha voluto mancare questo appuntamento. Prima della funzione, il presidente ha incontrato i sindaci di Poggio Mirteto, Castelnuovo, Montopoli, Montelibretti, Toffia e il “padrone di casa” di Fara Sabina. I sindaci, con la fascia tricolore, hanno accolto Scalfaro nel chiostro e nella magnifica biblioteca: guida d’eccezione, il direttore del Museo Farfense, TERSILIO LEGGIO. Tra gli incunaboli e i tomi ultrasecolari, il capo della Stato ha ricevuto uno stemma in ceramica e filati artigianali. Dopo essersi complimentato con i sindaci, Scalfaro ha promesso di tornare l’anno prossimo in occasione dei festeggiamenti per il cinquecentesimo anniversario della ricostruzione dell’Abbazia di Farfa. Parola di presidente. Scalfaro e la figli Marianna hanno quindi assistito alla Messa fermandosi poi a parlare con il vescovo Boccaccio che durante l’omelia ha ricordato, in particolare, i problemi dei giovani della Bassa Sabina: disoccupazione, soprattutto. Quando mancavano pochi minuti alle 18, il corteo presidenziale, superscortato, è ripartito alla volta di Roma. Prima però Scalfaro si è concesso un fuoriprogramma uscendo dai ranghi per salutare un gruppo di Vigili del Fuoco.

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