da “IL MESSAGGERO” del 27 Marzo 1996
Medici e avvocati fra i truffati — Rubate chiamate in tutto il mondo per centinaia di milioni. La Tim rassicura: «Solo casi sporadici»
Medici e avvocati fra i truffati
Pure il prefetto Altorio vittima della banda dei telefonini clonati
di GIANFRANCO PETTINARI
Anche il prefetto di Rieti tra le vittime della banda dei telefonini clonati. Una truffa non certo isolata e che ha coinvolto medici, professionisti e soprattutto avvocati: possessori di telefoni cellulari, abilitati per chiamate all’estero con prefisso 0336 e 0337.
Rubate chiamate in tutto il mondo per centinaia di milioni. La Tim rassicura: «Solo casi sporadici»
Ad accorgersi del furto di conversazioni via etere ai danni dell’apparecchio di Giuseppe Altorio è stato il cervellone della Tim (Telecom Italia mobile) che gestisce la telefonia mobile. Sabato scorso, la centrale operativa ha notato che qualcosa non andava nel cellulare del prefetto. Contrariamente al solito, la chiamata era assai più lunga e gli scatti correvano a velocità folle. Quanto è bastato per mettere in allarme il dispositivo “anti clonazione” del Tim: un telegramma ad Altorio in cui si chiedeva se il rappresentante del Governo stesse effettivamente parlando al telefonino per così tanto tempo. «Ogni quindici minuti – spiegano dall’ufficio stampa romano della Tim – un computer conta gli scatti e verifica la bolletta precedente. Quando i conti non quadrano l’utente dopo essere stato avvisato viene anche invitato a presentarsi nella filiale della Telecom per prendere visione della strisciata del traffico. Se scopre prefissi e numeri mai chiamati, automaticamente si azzera l’addebito». Che in realtà cela sempre il furto di telefonate in tutto il mondo. La prassi dei riscontri è scattata anche per il prefetto Altorio che, così come prevede la legge, ha poi dovuto presentare denuncia alle forze dell’ordine.
In tutta la provincia reatina sono almeno seimila i possessori di un telefono cellulare compreso il diffusissimo family. Il dato decisamente…
logici. E sono stati già risolti positivamente come è nostro costume. Teniamo conto che in caso di clonazione è la stessa azienda a subire grossi danni economici per via dei mancati introiti».
Ovviamente ignota la banda dei telefonini clonati, viene spontaneo il sospetto che i ladri di scatti possano essere entrati in possesso dei tabulati degli utenti reatini su commissione. Non a caso le vittime fanno parte di categorie di medici, avvocati e professionisti noti in città: figure agiate economicamente e che possono permettersi conversazioni con l’estero per ragioni di lavoro. O a meno che non si tratti di una botta di fortuna.