• Ultima modifica dell'articolo:12 Settembre 2026
  • Categoria dell'articolo:Rassegna Stampa
  • Tempo di lettura:3 min di lettura
  • Commenti dell'articolo:0 commenti

da “CORRIERE DI RIETI” del 29 Giugno 1996

Da leggere la delibera regionale

Una veduta della città di Rieti
Una veduta della città di Rieti

Da leggere la delibera regionale

«Piani integrati», integrazione ancora tutta da interpretare

I bandi, nonostante la proroga della Regione Lazio di quindici giorni, non verranno riaperti. Un punto ormai pacifico per quanto riguarda la presentazione di progetti relativi ai piani integrati e di recupero edilizio. La possibilità però di presentare integrazioni per quelle domande ritenute carenti dal punto di vista della documentazione e non ammesse dall’Ufficio tecnico del Comune è ancora controversa. Per avere chiarimenti in merito, ieri pomeriggio l’assessore Antonio Gentile si è recato a Roma per raccogliere il parere di un esperto in materia, il professor Stella Ritter.

Che ha però subordinato ogni parere definitivo alla lettura della delibera di proroga emessa mercoledì dalla Regione Lazio. Il Comune, insomma, dovrà ora acquisire da via della Pisana la documentazione in materia, forse sarà possibile farlo solo lunedì, dato che oggi è sabato, e poi presentarla al professore. Solo dopo questo iter sarà possibile sapere se l’istruttoria per i progetti non approvati potrà essere riaperta. Ovvero si potrà sapere se, rispetto alle domande attualmente bocciate, entro il 15 luglio sarà possibile presentare documenti integrativi.

Una possibilità che il Pds, per bocca del capogruppo Adalberto Festuccia, ha bocciato, in quanto «si risponderebbe solo alle esigenze di chi ha già presentato domanda e quindi si creerebbe una situazione di disparità».

Sulla discussione consiliare e più in generale sull’intera materia dei piani integrati, è intervenuto ieri anche il consigliere pidiessino Roberto Lorenzetti, che ha contestato il fatto che «nessuno dei progetti presentati implica la riqualificazione complessiva dell’area a cui appartiene e che era invece l’elemento cardine della legge 179. Così facendo – ha aggiunto Lorenzetti – si è trasformato il consiglio comunale in una sorta di commissione edilizia. Cicchetti ha poi fallito – ha detto ancora il consigliere pidiessino – anche in quello che doveva essere il punto qualificante dell’annoso problema dell’ex Zuccherificio. Malgrado l’operazione sia miseramente fallita, sono previsti circa 250mila metri cubi di cemento da colare su Rieti».

La soluzione dei problemi di Rieti, insomma, secondo Lorenzetti «non passa di certo per i programmi integrati, ne per operazioni spregiudicate e pericolose come questa la giunta Cicchetti tenta di mettere in piedi. C’è bisogno – suggerisce insomma Lorenzetti in un lungo comunicato – di nove consapevolezze, capaci di comprendere in primo luogo che questa città non può più crescere fisicamente. E’ necessario quindi sostituire il concetto di “crescita urbana” con quello di “qualità urbana” che non implica la colmatura dei vuoti interni con nuove case che poi non si sa a chi vendere, ma una saggia politica per l’esistente, riqualificando, dal centro storico alle attuali periferie, nella prospettiva della vivibilità umana e non di spregiudicati affarismi privati».

Lascia un commento