da “IL MESSAGGERO” del 28 Giugno 1996
Per le giovani reatine arti marziali e aiuto di una psicologa. Il prefetto: «Iniziativa utile»
di GIANFRANCO PETTINARI
Stupratori in campana, mariti dalla mano lunga, calma. Tempi duri anche per scippatori e aggressori senza scrupoli. Due colpi ben assestati e in un attimo proteste ritrovarvi immobilizzati anche da esili braccia.
Scatta il corso antistupro per tutto il mese di luglio. Presto anche a Rieti le donne oltre i 16 anni avranno un’arma in più, micidiale, quando la ragione s’annebbia e la prepotenza fisica del maschio ha il sopravvento: il metodo di difesa personale, irrobustito con le arti marziali (presa a terra e al corpo), senza tralasciare gli aspetti psicologici dell’aggressore e della vittima.
A prima vista, in una città di per se sonnolenta, dove il fenomeno della violenza è poco percettibile all’esterno, anche se esiste, l’iniziativa sembra stonare e fuori luogo. «Fortunatamente – osserva il prefetto Giuseppe Altorio – il nostro territorio è immune dal crimine della violenza sessuale e delinquenziale in genere. Tuttavia, personalmente, sono del parere che non faccia male imparare sistemi di difesa. Potrebbero tornare utili all’occorrenza in città a rischio». Non è dello stesso avviso l’organizzatore del corso, Fabrizio Strinati, maestro e istruttore di Ju-Jitsu e direttore tecnico provinciale della disciplina. «Rieti è città di Santi, ma non solo – attacca – soprusi alle donne esistono e come. Magari non se ne ha notizia. Vorrei comunque ricordare il tentativo di abuso sessuale compiuto nei confronti di una studentessa di Ragioneria, senza dimenticare la piaga degli scippi. Dunque, occasioni per temere, le donne ne hanno. Eccome. Di qui l’idea di organizzare sedute di difesa personale finalizzate allo studio dei singoli attacchi e della prevenzione degli stessi. Il problemma è ricorrente. Quindi chi ha imparato a tutelare il proprio corpo dalla violenza, ne può trovare giovamento in ogni luogo, in ogni parte d’Italia. Magari in vacanza».
Daniela Damasi, medico, psicologa, docente del corso incaricata di analizzare il perchè della violenza, spiega: «Le sedute antistupro si articoleranno con lezioni teorico-pratiche. Importantissima è la prevenzione, come lo studio comportamentale dell’aggressore e della vittima. Nel primo caso il soggetto è sottoposto ad una sorta di raggi x. Il linguaggio, la gestualità, i movimenti insegnano a capire la personalità e le reali intenzioni. Stessa cosa per la vittima: l’abbigliamento, il modo di ancheggiare, un trucco e manifestazioni appariscenti possono essere la causa scatenante di un’aggressione. In questo caso l’atteggiamento va assolutamente modificato».
Il corso, organizzato dalla società sportiva Gym, si terrà nella sede del quartiere San Francesco, vicolo San Bernardino, ogni lunedì e venerdì, dalle 20 alle 21.30.