da “IL MESSAGGERO” del 27 Giugno 1996
Emergenza, convocate le associazioni — Vertice in Prefettura
di GIANFRANCO PETTINARI
Convivenza sociale a rischio. Ventimila senza lavoro nel Reatino, con una fetta consistente di giovani tra i 18 e i 25 anni non sono uno scherzo. Senza trascurare le centinaia di posti in bilico nel Nucleo dove il verbo tanto caro al management industriale sembra solo cassa integrazione guadagni. Così e per l’Alcatel, la Lombardini, la Tre Esse di Borgorose fino alla Bellini e Trinchi che paga il blocco dell’edilizia e degli appalti pubblici. E’ emergenza occupazione. La piaga incancrenisce giorno dopo giorno, mentre gli investimenti (si legge soprattutto Texas) restano nel cassetto. Ne è convinto il prefetto di Rieti, Giuseppe Altorio che, dopo aver incontrato e recepito le ragioni della protesta dei sindacati, ieri ha riunito attorno al tavolo i rappresentanti delle associazioni di categoria dell’industria: Assindustria, Federlazio, Confapi Confcommercio, Confcooperative e Lega, nonchè i vertici della Camera di Commercio e dell’Ufficio e Ispettorato del lavoro. «Porrò le questioni sul tappeto al Governo come del resto sto facendo – afferma il prefetto – tuttavia per uscire dal tunnel della recessione è indispensabile orinetare investimenti e sviluppo verso le risorse peculiari del territorio». Che in buona sostanza significa puntare sulla valorizzazzione dell’ambiente, il turismo e le tradizioni culturali e i prodotti tipici, la cui lavorazione imprenditoriale può garantire lavoro e benessere. In questa ottica tutte le parti hanno anche riconosciuto la necessità di programmare l’attività su obiettivi ben individuati e con strumenti già definiti. Gli industriali hanno puntato il dito su Rieti «che deve diventare una città di sperimentazione con il telelavoro e la tecnologia; sulla riduzione del costo del lavoro e del denaro e sulla necessità di rendere più agevole la burocrazia».