• Ultima modifica dell'articolo:20 Novembre 1997
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da “IL MESSAGGERO” del 20 Novembre 1997

Duro intervento a seguito dei continui disservizi — Sul capolinea lite Comune-Provincia E il 25 novembre sciopero di due ore

di GIANFRANCO PETTINARI

Basta, una volta per tutte, col disservizio e i disagi del Cotral. Che crea malessere tra gli utenti, proteste dei sindaci e dei rappresentanti sindacali. L’ultimatum al direttore d’esercizio del trasporto pubblico capitolino, Massimo Straccamore è del prefetto Giuseppe Altorio, ormai sommerso dalle lamentele che gli piovono giornalmente sul tavolo. Il dossier è voluminoso e pesante: un cahier de doleance che denuncia la mancata o ritardata partenze di corse (uniche verso alcuni comuni), autobus sporchi, fatiscenti e spesso sprovvisti di dotazioni elementari, mezzi stracolmi, che viaggino al limite di sicurezza e che troppe volte lasciano in mezzo alla strada i passeggeri esasperati. Il prefetto Altorio ha chiesto di provvedere immediatamente alla soluzione definitiva dei cronici problemi e di essere messo al corrente delle iniziative aziendali assunte. Anche perché i pendolari esasperati minacciano iniziative ben più dure.

E come non bastasse piove sul bagnato. Con la polemica che monta tra Comune e Provincia dopo l’ordinanza del sindaco Cicchetti di trasferire, per le lesioni del terremoto alle mura cittadine, il capolinea del Cotral da viale Morroni a via fratelli Sebastiani.

«Checché ne dica l’assessore Emili la Provincia è sempre stata sempre contraria allo spostamento del capolinea del Cotral. Fino ai vani tentativi per convincere i rappresentanti del sindaco a revocare la discussa ordinanza».

E’ risentito per le affermazioni dell’amministratore comunale di Alleanza nazionale il presidente della giunta di palazzo d’oltre Velino, Giosuè Calabrese. Che giudica «non veritiere». Emili in buona sostanza, dopo l’impennata dei disservizi del trasporto pubblico che stanno creando ulteriori disagi a studenti, pendolari e lavoratori, aveva dichiarato che «sia Calabrese che il consigliere regionale Roberto Giocondi erano stati consenzienti difronte alla proposta di trasferire il terminal. Anzi erano rimasti muti, senza battere ciglia». «Va detto innanzitutto – replica Calabrese – che alla riunione in prefettura a cui si riferisce Emili, lo stesso era assente. E dunque non si capisce bene come possa affermare di averci visto rimanere impassibili. E per provare che ciò che smentisco è vero e che quello che dice Emili è falso, domani (oggi per chi legge ndr.) nella riunione sul Cotral in Provincia leggerò il verbale sottoscritto dai partecipanti a quell’incontro».

Polemiche a parte, Calabrese, ribadisce la ferma intenzione della Provincia di cercare soluzioni per rimuovere i disagi per il trasferimento del capolinea. «Non sarà un’assurda e ingenerosa posizione assunta da Emili a determinare una rottura nei rapporti con l’amministrazione del Polo. Per noi prioritario è l’interesse degli utenti e della popolazione» conclude Calabrese. E contro Emili si scagliano anche gli strali del consigliere comunale del Pds, Roberto Lorenzetti. «Emili non ha capito o fa finta di non capire – dice Lorenzetti – che il problema momentaneo del terminal. Il nodo da me sollevato è quello se sia o meno lecito traslare da una parte all’altra della città il capolinea e se sia lecito averlo fatto senza un progetto. In ogni caso lontano dalla ferrovia, in barba al acclamato accordo sull’interscambio gomma-rotaia». Lorenzetti propone un vertice tra Comune, Provincia, Assotenti e tecnici del Piano regolatore «per elaborare celermente un progetto serio sulla localizzazione del basilare servizio». Intanto le organizzazioni sindacali degli impianti di Rieti e Fiumata hanno proclamato lo sciopero (9-13) per il 25 novembre.

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