• Ultima modifica dell'articolo:4 Luglio 1998
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da “FRONTIERA” del 4 Luglio 1998

Il prefetto di Rieti, dottor Altorio, (a sin.) con il dottor Tarricone. In alto: un operatore radio durante l'esercitazione.
Il prefetto di Rieti, dottor Altorio, (a sin.) con il dottor Tarricone. In alto: un operatore radio durante l’esercitazione.

L’evento è – nel gergo della Protezione Civile – quello «massimo atteso»: scossa tellurica nel Reatino, sprofondamento carsico della sponda destra del Velino, straripamento del fiume, allagamento della Piana di San Vittorino. Ciò causerebbe il blocco delle attività economiche della zona, danni alle abitazioni, compromissione dell’approvigionamento idrico dell’abitato di Cittaducale, interruzione del traffico stradale della vicina Salaria per L’Aquila e della linea ferroviaria. Degli effetti della catastrofe sarebbero direttamente investite circa cinquecento persone, nei paesi di Cittaducale e Castel Sant’Angelo. Non è un gioco e neppure una sinistra profezia: è quanto potrebbe ragionevolmente accadere, considerate le caratteristiche del territorio e i precedenti storici, a San Vittorino e quanto si prepara a fronteggiare la “macchina” della locale Protezione Civile. Una “macchina” che va rodata e provata su strada con un’esercitazione ad hoc, “Reate 98”, prevista per il prossimo settembre.

Il programma di massima è stato presentato nei giorni scorsi dal prefetto in persona, Altorio, affiancato dallo staff della Protezione Civile, Tarricone e Ceccaroni; intorno al “tavolo” della Prefettura sindaci, rappresentanti di Regione, Provincia e Comunità Montana, autorità militari, personale delle strutture sanitarie, volontari organizzati in diverse associazioni di protezione civile. Saranno loro a portare sulle spalle il peso dell’emergenza, «perché l’esercitazione – ha detto il prefetto – non è un gioco e se, come può accadere, tra il dire e il fare passerà il mare sarebbe la popolazione a subirne le conseguenze».

Ad illustrare la successione degli “eventi attesi” e l’organizzazione dei soccorsi è stato il dottor Tarricone: «A fronte dell’evento massimo atteso si dovrà in primo luogo bloccare il traffico e predisporre tragitti alternativi e sistemare l’area di emergenza. Le operazioni saranno coordinate sul piano locale dal Com di Cittaducale, su quello provinciale dal Css della Prefettura. L’obiettivo di questa esercitazione è quello di verificare la validità della pianificazione che abbiamo già approntato nel Piano di Protezione Civile e la capacità di coordinamento tra “addetti ai lavori” e forze di volontariato da parte degli organismi direttivi». A questo proposito «sarà molto importante che ciascuno si spogli della sua identità per meglio integrarsi nello staff dell’emergenza – ha continuato Ceccaroni – senza però perdere di vista le proprie responsabilità».

All’incontro del 16 giugno – aperto a tutte gli enti e i soggetti interessati – ne seguiranno altri di tipo settoriale così da programmare nel dettaglio le varie fasi dell’esercitazione di settembre. (a. l.)

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