da “IL TEMPO” del 16 Dicembre 1998
Ieri la giornata di protesta dei Lpu della Provincia. Una delegazione ricevuta a Palazzo di Governo — Il sindacato: chiediamo solo l’applicazione della legge

di MIRIAM VITIELLO
IL CALVARIO di chi non sa più a che santo votarsi continua. Ieri mattina, nel corso della terza giornata di sciopero, i dimostranti hanno sostato ore di fronte al Palazzo del Governo. Rivolgevano al Prefetto un appello. Presentavano le proprie istanze con la fermezza e la determinazione di chi reclama un diritto, e la compostezza di chi sa di essere ascoltato.
«Ci hanno illusi con il lavoro, nelle nostre sedi ogni giorno ci sentiamo ripetere quanto siamo indispensabili, abbiamo effettuato traslochi di interi edifici scolastici — Severino Grillotti —. I servizi di mensa scolastica sono in certi istituti affidati esclusivamente a LPU. La prevenzione di frane e valanghe nelle strade provinciali fa assegnamento su LPU che si prestano a lavori di manutenzione ordinaria della viabilità. Anche la utilizzazione nei progetti è motivo di contrasto. Non tutti i lavoratori sono utilizzati in modo corretto».
«Non chiediamo la luna — sostiene Mariano Caloisi — semplicemente l’applicazione dell’articolo 12 della 468, e precisamente del comma 4, dove si stabilisce che gli enti dove abbiamo lavorato per almeno un anno entro il 31/12/1997 ci riservino il 30 per cento dei posti. L’assessore Lucentini ci aveva assicurato, e più di una volta, in sede di trattative che sarebbe stata attivata una selezione. Questo asseriva Lucentini non più di pochi mesi or sono. Non solo, dava per certa l’esistenza di fondi LPU. Perché oggi invece di venirci incontro rinnega l’esistenza di queste risorse?».
Una delegazione è stata ricevuta dal Prefetto di Rieti, Giuseppe Altorio. Felice Paolucci, segretario Confsal, Mariano Caloisi, Antonio Ceccarelli, Severino Grillotti e Gioia Roeti (coordinatori LPU) hanno illustrato alla massima autorità le motivazioni dello sciopero. È stato reiterato l’appello affinché amministratori e politici prestino attenzione al problema LPU e avvenga la svolta che trasformi il «sussidio» erogato in cambio di lavori straordinari di pubblica utilità in stipendio reale per attività produttive. «Siamo disposti a lavorare nelle scuole, nelle strade, per l’ambiente, ma non ad essere presi in giro — si è espresso con la franchezza non priva di efficacia Mariano Caloisi —. Il dott. Altorio ha risposto offrendo il suo appoggio nei limiti del suo ruolo istituzionale e, soprattutto, esprimendo solidarietà».
Tuttavia, estenuanti dilazioni, promesse e smentite, metabolizzate in giorni, mesi, anni generano un coagulo di tensioni che le parole non sono sufficienti a sciogliere. «Siamo grati al Prefetto, ci auguriamo che le sue lettere ai dicasteri competenti sortiscano effetti positivi. Noi proseguiamo la lotta e lo sciopero», hanno dichiarato i dimostranti. «Mi rimetto alla loro decisione — dice Felice Paolucci, segretario Confsal.