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da “CORRIERE DI RIETI” del 16 Dicembre 1998

Ricevuti ieri mattina al termine di un presidio in piazza

RIETI – “Siamo 1.700 in tutto il Reatino, compresi i 350 dell’Ente Provincia, e tra noi c’è gente che lavora anche da 5 anni. Ma lavoriamo giorno per giorno e senza un domani e nessuno trova la strada per sistemarci: né i sindacati, né i politici. Chiacchiere tante ma fatti nisba”: è quanto dicono, con umori un po’ alti, i lavoratori socialmente utili in sciopero (da lunedì fino a venerdì).

Ieri ordinato presidio dinanzi alla Prefettura dove il prefetto, dottor Giuseppe Altorio, ha ricevuto una loro delegazione: Gioia Rocetti, Cristina Vecchio, Ettore Ceccarelli, Massimo Caloisi ed il segretario della Confsal Felice Paolucci che dà il resoconto dell’incontro: “Il Prefetto ha ascoltato con interesse e partecipazione le nostre ragioni. Si è impegnato di rimettere due lettere: una al presidente della Provincia, l’altra ai competenti organi governativi”.

Gli umori erano quelli espressi a pennarello nei cartelloni: Da molti anni siamo iscritti a Cgil-Cisl-Uil: dove siete? Oppure, rivolti ai parlamentari nazionali ed al consigliere regionale, Aspettate i nostri voti…

Dicono che la presentazione dei relativi progetti scadrà il 28 febbraio: dopodiché, se non ci saranno progetti, tutti a casa. Tutti. “Ma i miliardi della Provincia dove sono? Come vengono utilizzati? L’assessore Lucentini tace e non risponde alle nostre domande sociali. Nessuno risponde e febbraio eccolo e tutti seguitano a dire ma nessuno a fare. Per adesso soltanto il Prefetto prende iniziative per ricordare che ci sono le nostre ragioni”.

Venerdì, ultimo giorno dello sciopero, sarà in Rieti l’onorevole Cento (Verdi).

A.F.M.

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