da “CORRIERE DI RIETI” del 16 Giugno 1997
L’associazione: «Solo con la mediazione si vince» — Il Gruppo Canoe smorza i toni
L’associazione: «Solo con la mediazione si vince»
Velino, basta guerre
Il Gruppo Canoe smorza i toni
Risolta la querelle con i pescatori pronti a dividere il campo gara con altri atleti
Il Gruppo canoe Rieti stempera ogni polemica dopo aver raggiunto l’intesa coi pescatori
RIETI – (r.g.) Sono troppo provati dalla lunga querelle con i pescatori per voler ancora lottare. Gli atleti del Gruppo canoe Rieti neanche se lo sognano di ingaggiare una nuova tensione per il controllo del Velino. Tanto più con dei colleghi, quelli del Canoa club Rieti Centro d’Italia.
Hanno faticato le classiche sette camicie per riuscire a trovare un accordo che salvasse capra e cavoli. In questo caso che conciliasse gli interessi dei pescatori, preoccupati che i colpi di pagaia infastidissero i pesci in amore lungo il Velino, con quelli dei canoisti che volevano darsi allo slalom sulle acque del fiume.
Alla fine, dopo mesi e mesi di ricorsi al Tar e battaglie a colpi di carta bollata, si è dovuti arrivare a scomodare addirittura il prefetto Giuseppe Altorio per seppellire l’ascia di guerra. E’ storia di pochi giorni fa l’intesa raggiunta in prefettura: verrà scritto un codice di comportamento al quale si dovranno attenere sia l’una e l’altra parte. Un codice di comportamento che servirà a far sì che il Velino possa essere utilizzato al meglio da tutti quanti.
Si è trattato di un accordo raggiunto a fatica. Ecco perché di questa esperienza il Gruppo canoe ha fatto tesoro. Ecco perché, nonostante il Canoa club Rieti Centro d’Italia sia deciso a proseguire lungo la strada giuridico-amministrativa, non intendono gareggiare con loro a colpi di carta bollata.
«La concessione per il Velino l’abbiamo dal ’93 -ricorda Fabrizio Castelvecchio, vice presidente del Gruppo canoe-. Da allora paghiamo la Regione Lazio per poter utilizzare il fiume. Dopo tanto tempo abbiamo trovato un accordo con i pescatori. Il Canoa club Rieti Centro d’Italia non si è fatto né vedere né sentire durante tutto questo tempo. Penso che quindi non possa dire di volere questo o quello, adesso».
Questo non vuol dire, però, che gli atleti del Gruppo canoe saranno gli unici a poter usufruire del campo di slalom permanente lungo il Velino, per intenderci quello a Ponte Cavallotti.
«Come associazione posso solo ribadire che, una volta scritto il codice di comportamento, ci atterremo a quello. Chiunque potrà usare il campo di gara, basta che si attenga alle regole fissate -insiste Castelvecchio-. Non metto in dubbio che il Canoa club possa avere anche ragione da un punto di vista giuridico ma ritengo che, se non c’è collaborazione, i problemi non si risolvono. Il Velino in fondo è di tutti. E poi le polemiche non fanno bene allo sport».
La battaglia del Velino, almeno per il Gruppo canoe, è quindi chiusa. L’unica strada per risolvere la questione con il Canoa club resta quella della mediazione. Sperando non sia necessario scomodare ancora una volta il prefetto Altorio.