da “CORRIERE DI RIETI” del 3 Marzo 1998
Cittaducale Infuocata assemblea all’istituto professionale per l’agricoltura — “Temperature polari e mensa scolastica in tilt”
Appello al prefetto, all’autorità giudiziaria ed agli enti locali per porre rimedio ai troppi problemi irrisolti
CITTADUCALE – Esplode la protesta dei ragazzi dell’istituto professionale per l’agricoltura che da mesi sono costretti a fare i conti con una situazione sempre più difficile.
Sin dai mesi scorsi gli studenti, nel tentativo di risolvere i tanti problemi della scuola, avevano ripetutamente protestato con scioperi e cercato di contattare più volte gli organi competenti senza aver nessun riscontro.
Il problema più grave riguarda la mancanza di combustibile per il fatiscente impianto termico che determina l’inagibilità delle aule senza contare l’enorme disagio dei quaranta ragazzi che risiedono nel convitto costretti a vivere in ambienti con temperature proibitive ed a lavarsi con l’acqua fredda.
Inoltre non è più garantita la regolarità dei pasti, in quanto la fornitura delle derrate alimentari da parte delle ditte appaltatrici va avanti a singhiozzo.
Tutto ciò sta portando al forzato abbandono del convitto da parte dei ragazzi non residenti che così non possono più seguire le lezioni.
A ciò si aggiungano le continue infiltrazioni d’acqua dal tetto del convitto ed il fatto che l’impianto elettrico presenterebbe parecchi problemi.
L’istituto versa in questa situazione indubbiamente negativa ormai da vari mesi.
Sono state fatte tante promesse dai rappresentanti dei diversi enti istituzionali anche nel corso di assemblee d’istituto, ma ad oggi la situazione non è cambiata, anzi va peggiorando di giorno in giorno.
Ieri mattina gli stessi studenti, dopo aver indetto l’ennesima assemblea alla quale hanno partecipato sia il personale docente che non docente insieme ad un folta rappresentanza di genitori, hanno appreso che le amministrazioni competenti sono state informate della situazione da più di una settimana tramite fax dal capo d’istituto professor Umberto Eleuteri e che non si è avuta ancora nessuna risposta.
Hanno deciso così, di comune accordo, di rivolgere un accorato appello al prefetto Altorio, al dottor Grassi, della procura della Repubblica, al presidente della Regione Lazio Badaloni, al presidente della Provincia Calabrese, al provveditore agli studi, al comando provinciale dei Carabinieri e al comando provinciale della Guardia di Finanza. L’intento è quello di porre rimedio quanto prima ai moltissimi problemi che da mesi sono sul tappeto.
Anche la circostanza che lettere di denuncia inviate alla Procura della Repubblica il 23 gennaio scorso da rappresentanti dei genitori non abbiano avuto ancora una risposta la dice lunga. Alcuni professori, che insegnano nell’istituto da vari anni, si domandano se a questo punto non sia il caso di mettere tutto in mano ad un magistrato che faccia finalmente chiarezza sulla vicenda e consenta ai centottanta ragazzi dell’istituto agrario di usufruire del fondamentale diritto allo studio.
Francesca Pignataro