• Ultima modifica dell'articolo:3 Agosto 1996
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da “MONDO SABINO” del 3 Agosto 1996

Chiacchierata del nostro Direttore con Giuseppe Altorio, Prefetto della Provincia di Rieti

Giuseppe Altorio
Giuseppe Altorio

Giuseppe Altorio si è insediato a palazzo Vicentini nell’autunno scorso. Lo ha fatto con discrezione e con autorevolezza nello stesso tempo.

Era stato inviato a sostituire il giovanissimo e dinamico Mario Morcone, al suo primo incarico nella massima carica operativa, che aveva lasciato un’ottima immagine di se e del suo ruolo. Una breve permanenza la sua perché subito chiamato a più impegnativo incarico.

Altorio ha preferito attendere prima di uscire allo scoperto, conoscere la nuova realtà nella quale era stato chiamato ad operare. Prefetto da 10 anni, aveva sempre ricoperto incarichi di alto prestigio a livello ministeriale, come quello di Dirigente di tutte le scuole di Polizia. Rieti è la sua prima sede operativa in campo aperto, come si suol dire.

Frequenta Terminillo da 26 anni, da quando la signora gli fece acquistare un appartamento al “Panettone”, nel quale, da allora, ha trascorso e trascorre lunghi o brevi periodi di riposo.

Rieti lo conosceva solo dall’alto, come tutti i terminillesi, ma ne sapeva poco e ancora meno della realtà dei 72 comuni della Provincia.

E così, appena insediato, ha voluto visitarli tutti: ha voluto rendersi conto di persona.

Lo hanno impressionato soprattutto le molte presenze giovanili tra gli amministratori comunali ed il bellissimo territorio nel quale i vari paesi sono incastonati. “Una realtà che deve trovare la forza di poter esprimere al meglio le tante potenzialità”.

Poi il discorso scivola su argomenti più tecnici. La figura del Prefetto dal 1970 ad oggi ha subito una notevole trasformazione.

L’applicazione della legge istitutiva delle Regioni ha sottratto al Prefetto la funzione del controllo di legittimità degli atti dei Comuni: non più gendarme del controllo del territorio. Ma nel contempo non è stato varato un nuovo assetto delle sue funzioni. Oggi le Prefetture sono dei contenitori monchi, si occupano di coordinamento dell’ordine pubblico, di assistenza e partecipazione come tecnici all’attività di CO.RE.CO. trattano il contenzioso amministrativo del Codice della strada ed in qualche caso possono applicare i poteri sostitutivi per l’inerzia di qualche comune.

Allora il Prefetto va alla ricerca di un nuovo ruolo.

“Partendo dalla considerazione che la Prefettura è comunque il rappresentante del Governo nel territorio di una provincia – afferma con garbo sicuro Giuseppe Altorio – il Prefetto può svolgere con molto tatto un’azione di stimolo in tutte quelle situazioni che lo consentono”.

“Va da se che le decisioni spettano alle sedi competenti, ma quando si verificano ritardi ed impasse – prosegue il nostro – una garbata sollecitazione può rimettere in moto un processo”.

E continua: “ci sono molti casi nei quali le parti sociali in conflitto spesso generano situazioni difficili, in questo caso il Prefetto, come del resto fa spesso il Governo, può svolgere una opportuna opera di mediazione”.

C’è poi tutto il vasto campo dei rapporti tra Sindaci e Giunte da una parte ed i Segretari comunali dall’altra. I Segretari comunali sono ancora dipendenti dello Stato, controllati dalle Prefetture, anche se un recente indirizzo vuole trasformarli in manager alle dirette dipendenze del Comune.

Spesso, purtroppo, un conflitto tra Sindaco e Segretario paralizza un Comune per molti mesi.

“In questo caso – prosegue Altorio – l’intervento diplomatico del Prefetto può essere risolutivo e riportare l’armonia in casa”.

Insomma un ruolo tutto da inventare, anche se il legislatore, come al solito, varata una riforma, si disinteressa di impedirne gli effetti negativi e gli inevitabili contraccolpi, come nel caso della sottrazione del potere di controllo dei comuni alle Prefetture.

Ci accorgiamo di essere stati insieme per più di due ore, volate come il vento, specie quando l’argomento è di grande interesse.

Altorio non ha perduto una battuta, il suo ampio sorriso e lo sguardo pacato lo hanno accompagnato per tutta la conversazione, ed io lo ringrazio per la sua cortesia e per la consapevolezza del Suo ruolo.

Buon lavoro e… in bocca al lupo!

Il Direttore

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