da “IL TEMPO” del 8 Dicembre 1996
Rositani e il Ciuffelli

FLAVIO FOSSO
«CRESCE la mia angoscia per non avere più la forza, che mi derivava dal fatto di essere deputato, necessaria per poter salvare l’Aeroporto Ciuffelli, ma non posso sottacere le gravi responsabilità che incombono sugli attuali parlamentari».
Così si sfoga Guglielmo Rositani ora componente dell’Esecutivo nazionale di An rifacendosi all’aeroporto militare in via di smantellamento.
«La supina accettazione da parte dele forze politiche e dei parlamentari delle decisioni che portano alla soppressione del Ciuffelli — dice — nonchè il generale disinteresse della città di fronte all’ennesimo scippo che si sta consumando ai suoi danni, mi avevano fatto assumere l’iniziativa di lanciare un accorato appello alla mobilitazione. L’adesione dell’intero consiglio comunale, con alla testa il sindaco Cicchetti, si era concretizzata con un ordine del giorno in cui si chiedeva al governo di bloccare il trasferimento del personale militare in servizio a Rieti. Mi era sembrato di cogliere una vera unità d’intenti anche perchè i due deputati locali avevano fatto pervenire la loro adesione alla manifestazione. Sembrava che ci fosse un margine di salvezza, poi dopo nove giorni la delusione». «Invece non è stato fatto nulla — prosegue l’on. rositani — per far rispettare l’unanime volontà del Consiglio comunale perché è completamente mancato l’impegno delle forze politiche dell’Ulivo e dei parlamentari della nostra provincia che invece avrebbero dovuto far sentire pesantemente la loro voce al governo, proprio perché si riconoscono nella maggioranza che lo sorregge. Solo il prefetto si è attivato per farci avere un incontro con il ministro della Difesa, ma finora ogni sforzo è risultato vano.
Nella realtà delle cose la procedura di trasferimento è alla fase finale perché il Comando della seconda Regione aerea ha trasmesso il piano di trasferimento e il Comandante dell’Aeroporto il 13 dicembre si congederà dalla città. Sei giorni dopo le consegne passeranno al Comandante il distaccamento del Terminillo».
«Perché le cose non andassero così — dice ancora il presidente del Consiglio comnuale — io mi sono battuto in tutti i modi. Durante il mio mandato non soltanto ero riuscito a non far chiudere la struttura militare, ma avevo posto le basi per il suo potenziamento attaverso il trasferimento del Volo a vela militare, degli elicotteri della forestale e della Protezione civile. Queste mie proposte erano concrete e realistiche tanto che il ministero le aveva accolte e si sarebbero realizzate in aggiunta al mantenimento dell’aeroporto militare e non in alternativa. Solo così sarebbero stati rispettati i criteri di economicità. La mancanza di impegno inchioda le responsabilità storiche degli attuali parlamentari, delle forze politiche di maggioranza e dei sindacati amici del governo Prodi che ancora una volta hanno tradito le aspettative della cittadinanza».