da “IL MESSAGGERO” del 4 Marzo 1997
Dopo appena due uscite potrebbero già sciogliersi le pattuglie dei cittadini esasperati per le continue razzie — Prefettura, carabinieri e questura respingono l’iniziativa dei volontari
No ai vigilantes volontari. No ai cittadini che hanno deciso di dare una mano in prima persona alle forze dell’ordine per difendere dai ladri le loro abitazioni. Dopo appena due uscite, durante le notti di sabato e domenica filate via senza particolari episodi, potrebbero già sciogliersi le ronde costituite da un gruppo di giovani di Borgorose (in particolare di Torano e Sant’Anatolia) che si proponevano di pattugliare il Cicolano preso di mira ormai ogni giorno da bande di ladri. L’iniziativa, in attesa di raccogliere adesioni e consensi, non ha mai avuto il crisma dell’ufficialità, anzi, si è cercato di “lavorare” senza cercare pubblicità, ma già ieri da prefettura, gruppo carabinieri e questura è partita una salva di “no” all’iniziativa che non aveva precedenti in Sabina, provincia risparmiata da fenomeni vistosi quali la prostituzione per strada che in altre città hanno spinto all’azione simili ronde di volontari.
Il prefetto Giuseppe Altorio è categorico: «Questi compiti spettano alle forze dell’ordine che già stanno impegnandosi al massimo per affrontare questo problema nel Cicolano. Queste iniziative non hanno insomma ragione d’esistere».
Ma i cittadini sono stanchi di questi furti a ripetizione: ormai non ci si fida più a lasciare la propria abitazione, anche sprangata. E poi sono stati registrati episodi pericolosi come quello che ha visto un derubato sparare colpi di fucile contro l’auto di un vicino di casa sospettato prodigiosamente di essere un ladro.
«E sono proprio questi episodi – replica il questore vicario Franco Proietti – che fanno capire l’inutilità e magari anche i rischi delle iniziative di volontari. Il controllo del territorio non s’improvvisava, servono professionisti. Capiamoci: da una parte è encomiabile il volontariato, ma non in questo campo dove l’attività prevista dalle legge non può in alcun modo essere delegata ai normali cittadini». Stessa risposta dal comando del gruppo provinciale dei carabinieri: l’iniziativa dei cittadini di Borgorose viene definita «quantomeno fuoriluogo e non giustificata da una situazione che pure vede i militari impegnati ben oltre i limiti dettati dal numero di uomini e mezzi a disposizione e dalla vastità del territorio». Solo nell’ultimo mese i carabinieri di Borgorose hanno denunciato venti persone sospettate di furto.
Le stesse ronde di volontari riconoscono l’impegno dell’Arma e delle altre forze dell’ordine, ma non è stata ugualmente ritenuta adeguata la risposta scaturita da un incontro fra carabinieri, sindaco e vigili urbani di Borgorose con cui si sanciva la bocciatura delle ronde temendo l’attività di pattugliamento potesse sfuggire di mani ai cittadini. E – è stato anche detto in quell’incontro – che cosa accadrebbe se qualche ladro, magari armato, reagisse? Ora però la nuova raffica di no sembra in grado di far cadere ogni attività dei vigilantes.