da “CORRIERE DI RIETI” del 16 Dicembre 1999
Almeno due famiglie evacuate e una decina isolate, numerosi gli scantinati invasi dall’acqua — Straripati i maggiori fiumi e torrenti della Sabina
RIETI – Case isolate, famiglie evacuate, auto in panne in mezzo metro d’acqua, fiumi e torrenti sorvegliati speciali. L’emergenza allagamenti è esplosa ieri, in tutta la sua gravità, in mezza provincia di Rieti.
A causare il tutto la pioggia, battente, che senza sosta cade da ore ed ore al punto da gonfiare fiumi e torrenti oltre ogni misura ed argine. Così, a cominciare da ieri mattina è stato un susseguirsi di straripamenti in tutta la Sabina.
Il torrente Ariana ha prima “invaso” con le sue acque alcuni terreni, per poi passare alle vicine case. Problemi si sono registrati in un po’ in tutta la zona tra Maglianello Basso e San Giovanni Reatino. Dopo un lungo tira e molla, due abitazioni sono state evacuate, mentre altre due famiglie hanno rifiutato di lasciare la loro casa. Un’auto è rimasta bloccata in mezzo metro d’acqua. A Vallemare, la provinciale Posta è stata interessata da una frana. A Fontellisola e a Terria, sotto la superstrada, una decina di famiglie risultavano isolate, così come del bestiame rinchiuso nelle stalle. Ieri sera si lavorava ancora sotto la pioggia battente per cercare di riaprire le strade spazzate via dal fango.
Esondazioni, con conseguenti allagamenti in scantinati e piani bassi, si sono registrati anche alle porte di Rieti dove il Velino ha invaso alcuni tratti di via Velinia e via Votone. Chiusa la Salaria per l’Aquila al chilometro 94, all’altezza di Canetra: la strada, prima percorribile a senso unico alternato, è stata poi definitivamente chiusa verso le 19. A Ponte Basso, vicino Antrodoco, il livello dell’acqua sulla strada ha raggiunto i cinquanta centimetri tanto da renderne difficilissima la percorribilità. Problemi, ancora una volta causati dal Velino, anche a Castel Sant’Angelo. Ma il Turano non è stato da meno con le sue acque che si sono “sollevate” nella zona di Poggio Fidoni, anche perché l’Enel per tenere sotto controllo lo sfioro della diga ha dovuto far defluire parte dell’acqua attraverso il fiume. Anche il Farfa ha creato non pochi problemi a Granica. Allagamenti e piogge hanno creato disagi e suscitato spavento tra la popolazione, soprattutto tra quella più anziana che è tornata indietro nel tempo, quando le dighe del Salto e del Turano non c’erano e le temibili “pianare” si abbattevano sul Reatino.
Raffaella Galamini
Consiglio comunale sciolto per l’emergenza
Mobilitazione generale di enti locali, volontari e perfino dell’esercito
RIETI – Una situazione d’emergenza non poteva che richiedere una mobilitazione generale. E così è stato. Centralini dei vigili del fuoco incandescenti, decine e decine gli interventi compiuti. Provincia, Comuni, volontari, forze dell’ordine non si sono risparmiati. Vigili del fuoco (rinforzi sono giunti anche da Roma), operai, lavoratori socialmente utili e vigili urbani non hanno smontato dal servizio, anzi quelli che erano di riposo sono stati convocati. Polizia e carabinieri hanno preso sotto controllo i fiumi, insieme ai tecnici dell’ufficio piena del Tevere. Organizzati collegamenti d’emergenza per coloro le cui case erano isolate o impraticabili per l’eccesso d’acqua. Chi era rimasto senza un tetto è riuscito a trovare asilo presso amici e parenti anche se in qualche caso le forze dell’ordine hanno faticato non poco per convincerli a lasciare le loro abitazioni. In serata, quando la situazione appariva ormai sempre più grave, è stata convocata al palazzo del governo, dal prefetto Altorio, una riunione a cui sono stati invitati i responsabili della protezione civile, forze dell’ordine, esercito (messi a disposizione una ventina di soldati dalla “Verdirosi”), volontari e tutti coloro che potevano dare il loro apporto in una situazione di così grande emergenza. In Comune, vista la situazione, il consiglio è stato rinviato. Il sindaco Cicchetti appariva molto preoccupato.