• Ultima modifica dell'articolo:22 Luglio 1998
  • Categoria dell'articolo:Rassegna Stampa
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da “IL MESSAGGERO” del 22 Luglio 1998

Incontro con il prefetto Giuseppe Altorio per denunciare la carenze di coordinamento tra le forze dell’ordine — Appello del Sindacato di polizia: «Rafforzare il controllo del territorio»

Il colonnello Giancarlo Citti / Il prefetto Giuseppe Altorio
Il colonnello Giancarlo Citti / Il prefetto Giuseppe Altorio

«Rieti è per antonomasia una città tranquilla, ma bisogna impegnarsi perché questa “vivibilità” resti a tali livelli senza dare spazio a crescenti fenomeni di microcriminalità». Il Sindacato italiano unitario lavoratori di polizia continua a tenere alta l’attenzione sul controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine che – a suo dire – a Rieti non godono di una sufficiente coordinazione. Dopo il volantinaggio della scorsa settimana, ieri Cosmo Bianchini, segretario provinciale del Siulp, e gli altri rappresentanti del sindacato sono stati ricevuti dal prefetto Giuseppe Altorio. Iniziative prese anche dopo che nelle scorse settimane, da viale Maraini a piazza Tevere, si erano infittiti gli episodi di danneggiamenti, atti vandalici, incendi dolosi. Storie che, dal punto di vista numerico, non rendono ancora le statistiche allarmanti: in un quadro generale, se escludiamo la piaga dei furti soprattutto nelle abitazioni, il capoluogo resta per fortuna lontano dalle cifre di altre città.

«Però è importante non cullarsi su questa situazione – dice Cosmo Bianchini – La soglia di vivibilità deve restare quella attuale e non sarà facile, perché ad esempio la dilagante disoccupazione causa un disagio soprattutto giovanile che può alimentare ulteriormente la microcriminalità o fenomeni criminosi di maggiore livello che a lora volta scoraggiano le indispensabili inziative imprenditoriali».

Ieri il prefetto, riporta una nota del Siulp, ha mostrato grande disponibilità e attenzione.

«Gli abbiamo spiegato – racconta ancora Bianchini – le carenze nel coordinamento tra le forze dell’ordine reatine che causano duplicazioni di attività e scontento nel personale. Il piano “Sicurezza” attuale va rivisto per garantire sempre la sicurezza ai cittadini e vorremmo che anche i sindaci (rappresentanti delle polizie locali) partecipassero con maggiore continuità agli incontri per l’organizzazione delle attività di controllo e prevenzione. E questo non solo nel capoluogo ma anche nelle nuove zone di “frontiera” della provincia: vedi Passo Corese, dove la mancanza di copertura da parte delle forze dell’ordine è eclatante».

Appartamenti nel mirino: ogni giorno due ”colpi”

Restano di gran lunga i furti i reati più presenti nelle statistiche delle forze dell’ordine del capoluogo reatino. Ai dati della tabella, relativi ai carabinieri, vanno aggiunte le denunce raccolte dalla questura per questo tipo di reato: in media 1,5 al giorno. In totale, insomma, l’anno scorso si è chiuso con più di due furti al giorno, la gran parte in appartamenti e di piccola entità ma non per questo meno fastidiosi. Minima la parte di quelli risoltisi con la cattura o l’individuazione dei responsabili: nel primo semestre di quest’anno (parlano sempre dell’attività dei carabinieri a Rieti città) gli arrestati sono stati 8 e 15 i denunciati in stato di libertà. Dalla parte opposta va valutata positivamente la situazione in fatto di scippi e rapine: reati rarissimi la cui assenza contribuisce a rendere alta la qualità della vita a Rieti. Più o meno stabile la situazione in fatto di danneggiamenti e incendi: a proposito dei primi, va sottolineato che finora sono state soprattutto le scuole ad essere colpite anche se in 4 casi su 8 i responsabili sono stati poi scoperti dai carabinieri.

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