• Ultima modifica dell'articolo:12 Agosto 1998
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da “CORRIERE DI RIETI” del 12 Agosto 1998

Il consigliere comunale Rinaldi presenta un esposto — Atti a rischio mentre si attende il nuovo Cda

Vincenzo Rinaldi
Vincenzo Rinaldi

Ajmone Filiberto Milli

RIETI – Il Consiglio di amministrazione dell’Asm sta per essere rinnovato (forse oggi, forse domani) ma non è stato rinnovato entro i 45 giorni dall’insediamento del Sindaco e del Consiglio comunale: la sua prorogatio sarebbe scaduta il 30 maggio: giorno più, giorno meno. Quindi, per il consigliere comunale Vincenzo Rinaldi (Udr) lo scaduto Consiglio opererebbe aldilà del consentito.

Rinaldi chiede infatti al prefetto, dottor Giuseppe Altorio, di “intervenire nei confronti del Sindaco” inquanto questi “non ha ancora provveduto alla nomina del presidente e del Consiglio di amministrazione dell’Asm, così come previsto dall’art. 36, legge 142/90 comma 5 bis integrato dall’art. 13 legge 81/39”.

Nel suo esposto Rinaldi ricorda come “tale potere di nomina sia un atto obbligatorio al quale il Sindaco deve adempiere entro 45 giorni dall’insediamento” e come “tale adempimento debba avvenire secondo gli indirizzi che il Consiglio comunale detta per effettuare tali nomine”.

Per Rinaldi “il mancato rinnovo dell’organo amministrativo (…) sta determinando una situazione di illegalità…”. Inoltre, stante la legge regionale 12/93 cui Rinaldi si richiama, è “all’interno della prorogatio (ossia dei 45 giorni; ndr) che gli organi scaduti debbono essere rinnovati”.

All’esposto Rinaldi allega 3 documenti esemplificativi e di indirizzo e relativi al tema sottoposto al dottor Altorio. Tutto ciò, ai fini pratici, che cosa comporta per l’Asm?
“Aldilà dell’essere fuori delle leggi, e questa è una notazione di principio -precisa Rinaldi-, ai fini pratici comporta che tutti gli atti assunti dal Consiglio dell’Asm dopo lo scadere della prorogatio, quindi all’incirca dalla metà di luglio, sono atti annullabili perché illegittimi ed illegali. Ma soprattutto è questo sforare i termini della legge, questa leggerezza nell’operare e che non possiamo non far presente al Prefetto quale rappresentante e garante del governo nella nostra Provincia”.

Ma il presidente decaduto Sandro Grassi (FI) afferma come “dallo scadere della prorogatio in poi abbiamo operato soltanto nell’ordinaria amministrazione: qualche spesa economale, la gestione del quotidiano”.

RIETI – Il Consiglio di amministrazione dell’Asm sta per essere rinnovato ma ciò non è avvenuto entro i 45 giorni dall’insediamento del Sindaco e del Consiglio comunale: la sua prorogatio sarebbe scaduta il 30 maggio. Quindi, per il consigliere comunale Vincenzo Rinaldi (Udr), lo scaduto Consiglio opererebbe aldilà del consentito. Rinaldi chiede infatti al prefetto, dottor Giuseppe Altorio, di “intervenire nei confronti del Sindaco” in quanto questi “non ha ancora provveduto alla nomina del presidente e del Consiglio di amministrazione dell’Asm, così come previsto dalla legge 142 del ’90”. Nel suo esposto Rinaldi ricorda come “tale potere di nomina sia un atto obbligatorio al quale il Sindaco deve adempiere entro 45 giorni dall’insediamento”.

Intanto le nomine dei membri (6) del nuovo Consiglio e del suo presidente sembra siano in arrivo. Chi? Scontata (almeno) la riconferma del presidente Grassi, il sindaco Cicchetti si potrebbe orientare su un nome di forte prestigio manageriale: quel Valeriano Giacobazzi già direttore della Nuona Rayon Italia. Un altro nome che gira è quello del contiglianese Ernesto Martelli (FI). Sembrerebbe inoltre da non escludere la riconferma dei consiglieri uscenti Massimo Scappa e Guido Giacobbi (An) e, forse, di Renato Avicenna (Ccd).

Consiglio un po’ amputato, quello scaduto: prima le dimissioni di Claudio Padovini (FI, mai sostituito), poi quelle di Zelinda De Marco (FI) ed Antonio Perelli (An) inquanto candidati comunali.

Un Consiglio ultimamente portato dall’onda e sull’onda di una cronaca dai contorni non proprio ben visibili: la esclusione dall’asta per la raccolta differenziata dei rifiuti (insufficienza di documentazione), il negato riconoscimento regionale a Casapenta quale area di trasferenza e la conseguente bocciatura, sempre da parte della Regione, di un impianto in quel luogo di un Centro per la preselezione dei rifiuti.
Adesso il problema sollevato da Rinaldi e relativo all’ancora mancato rinnovo del Consiglio dell’Azienda.

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