da “IL MESSAGGERO” del 21 Giugno 1998
Petrella, il primo cittadino replica: «Con i lavori socialmente utili abbiamo assunto trenta persone» — Sindaco accusato di non ”riassorbire” impiegati in mobilità

di MARIA LUISA POLIDORI
Nei giorni scorsi la Uil protesta contro il sindaco di Petrella Salto, Eraldo Giuli, accusandolo di non rispettare i patti sul lavoro in riferimento ai tre dipendenti comunali posti in mobilità nel ’95 per fronteggiare lo stato di dissesto e di debiti che gravano sull’amministrazione. Contemporaneamente viene richiesto l’intervento del prefetto Altorio affinché il personale non finisca nelle maglie dei disoccupati cronici: «In un momento di grave crisi occupazionale – ha dichiarato il segretario provinciale della Uil, Odoardo Patacchiola – non ci si può permettere il lusso di chiudere un occhio. Nonostante le sollecitazioni il sindaco e l’amministrazione nicchiano e senza motivo, infatti il ministero dell’Interno ha riconosciuto validi i provvedimenti di risanamento per assicurare la stabilità economica dell’ente». A questo punto il sindaco Eraldo Giuli ha chiesto di intervenire: «Sono stato accusato di disinteresse verso il fronte occupazionale, ma i fatti dimostrano il contrario – dice profondamente risentito – Il comune di Petrella Salto ha attivato già nel ’96 un progetto per i lavori socialmente utili che ha occupato ed occuperà, fino al febbraio dell’anno prossimo, trenta unità lavorative residenti. Inoltre dopo aver attivato un progetto con la Provincia di cui la Regione ha assegnato fondi per numero otto posti di lavoro consorziandoci con il comune di Fiamignano abbiamo ottenuto (entro tre mesi) l’occupazione per ventuno unità in un cantiere scuola, dieci delle quali saranno del comune di Petrella Salto: queste figure avranno uno stipendio regolare e entro tre anni verranno assunte (in una percentuale non inferiore al 70 per cento) in via definitiva. Tutto ciò – continua – si è ottenuto togliendo servizi che il Comune affidava ad imprese private. Per quanto riguarda la posizione dei tre dipendenti si è stati costretti a metterli in disponibilità anche se riguardo a due di loro non hanno mai richiesto il reinserimento in Comune questo perché uno andrà in pensione nei prossimi mesi l’altro è forse un esempio di falso invalido alla rovescia perché tale indipendente assunto nel ’94 (per notizie non ufficiali) sta chiedendo la pensione di invalidità e non ha mai richiesto di essere assunto sulla base della nuova Legge Bassanini. Per quanto riguarda Felice Mari – conclude il sindaco – l’amministrazione ed il sottoscritto in prima persona si sono attivati per permettere allo stesso una riassunzione già dal ’96 alla Comunità montana Salto Cicolana, purtroppo questioni burocratiche prima e un cambiamento di fronte della parte dell’attuale esecutivo della Comunità montana (del quale Giuli non fa parte) non hanno acconsentito per ragioni loro a tale reinserimento. A questo punto l’amministrazione si è attivata per inserire tale lavoratore nell’ambito comunale e ciò avverrà materialmente in tempi brevissimi».