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da “MONDO SABINO” del 24 Febbraio 1996

Ketty cartomante, un caso nazionale

Ostracismo: antica istituzione giuse, che prendeva il nome dal fatto che gli ateniesi esprimevano il loro voto, segretamente, scrivendo su frammenti di terracotta (ostraca). Con questo voto il popolo greco poteva decidere l’esilio, l’allontanamento di qualunque cittadino la cui influenza fosse ritenuta dannosa alla libertà ed alla vita dello stato.

Il popolo greco allontanava queste persone (una all’anno) per un esilio che durava 10 anni (ridotto successivamente a 5).

Perché ne parlo in questo articolo? A Rieti c’è una persona alla quale è stato dato l’ostracismo. Una vittima insomma, suo malgrado (ben altri avrebbero meritato l’ostracismo… viste le condizioni in cui versa tutta Rieti e provincia…).

Una “vittima” in una situazione nella quale tutti hanno ragione. E torto nello stesso tempo. Anche chi scrive questo articolo è stato accusato di avere drammatizzato una situazione, con una serie di articoli pubblicati anche su “Il Tempo” Cronaca di Rieti. Si tratta del caso di una cartomante reatina, ben nota a tutti, Caterina Morabito in arte Ketty, una signora molto gentile, cortese e con un solo torto: quello di fare la cartomante. Quindi via da Rieti, a Rieti non può più esercitare. In termini ancora più chiari a Rieti le viene inibita l’attività, se si spostasse a Roma potrebbe continuare ad esercitare. E’ questa una situazione che non ci piace. La legge è una e non esiste discrezionalità: un reato commesso a Rieti comporta la stessa pena di quello commesso a Roma.

Per Ketty invece non è così; chiusura dello Studio ed ostracismo più completo. E sia ben chiaro che è tutto regolare, non c’è stata alcuna prevaricazione, ma solo l’applicazione…

…Ma a noi le “vittime” non piacciono; in nessun senso.

Ketty esercitava a Rieti sia presso la sua abitazione, che dagli schermi di una TV locale R.T.R. e pubblicizzava la sua attività sulle pagine gialle e sull’emittente radiofonica “Radio Mondo”. In data 1/2/95 venne contravvenzionata con una multa di due milioni di lire per ciarlataneria. In base al Testo Unico delle leggi di Pubblica Sicurezza, risalente al 1931, la cartomanzia viene definita ciarlataneria, cioè abuso della credulità popolare e dunque perseguita per legge. Multa da 1 a 6 milioni. Ma non basta. Successivamente ha la possibilità: “Di ricorrere entro 30 giorni al Pretore di Rieti, di fare ricorso entro 120 giorni al Presidente della Repubblica, di fare ricorso al TAR entro 60 giorni dalla data di notifica”.

Ma Ketty non ha seguito nessuna di queste tre strade che pur le erano state chiaramente indicate dalla Prefettura.

Consigliata da chissà chi la cartomante reatina, invece, si è recata presso l’Ufficio del Registro ed ha pagato la multa, pensando così di essersi messa in regola. Quasi che si fosse trattato di un divieto di sosta. E questo fatto del pagamento ha la sua importanza, perché è come se Ketty avesse riconosciuto il suo torto.

Ho parlato personalmente con la cartomante per capire chi le avesse mai dato quel consiglio (…) certo non un avvocato… ( ma qualcuno l’ha consigliata in tale senso magari aggiungendo la solita frase reatina “dopo ci penso io”.. E infatti l’ha fatta precipitare in un precipizio. Dagli amici mi guardi Iddio, recita un vecchio adagio…

Alla fine dell’estate Ketty si è rivolta ad un noto penalista romano Antonino Ordile che ha cercato di riaprire i termini della vicenda.

Ordile ha chiesto al Prefetto di Rieti un riesame ed il rilascio di una patente per esercitare l’attività. Ma ai primi di dicembre è giunta la risposta della Prefettura di Rieti: nessun riesame, nessun rilascio di nuovo atto confermativo. Contro il quale non è ammesso ricorso gerarchico ma solo ricorso al Tar per vizi di legittimità. Insomma seppur parzialmente l’Avv. Ordile era riuscito nel suo intento: portare cioè al TAR la vicenda Ketty già “gravemente compromessa” scrive il Prefetto di Rieti, per il pagamento effettuato.

E’ superfluo per i nostri lettori dilungarsi in sottigliezze legali possiamo solo dire che chi professionalmente si occupa di diritto amministrativo ha definito “impeccabili” le argomentazioni svolte dalla Prefettura di Rieti, argomentazioni impeccabili e niente affatto ostiche da capire.

Comunque la vicenda Ketty giunge al Tar del Lazio che decide di non concedere alcuna sospensiva al decreto di sospensione dell’attività di cartomante emesso dalla Questura e dalla Prefettura di Rieti. In termini più semplici Ketty non può più esercitare la sua attività a Rieti né privatamente né sugli schermi della TV.

A questo punto già sento rivolgermi la domanda: “ma allora come fanno tutte quelle cartomanti che appaiono in TV?”. Ed è proprio per questo motivo che ho parlato di “vittima” all’inizio dell’articolo. Io non so se altri cartomanti operano a Rieti, so però che Roma ne è piena ed anzi molti canali TV privati traggono linfa e sostentamento proprio dalle esibizioni di costoro. Insomma a Roma, a Milano, per…

…a Rieti no. Sia ben chiaro io non sto svolgendo critiche alla decisione della Prefettura di Rieti, che, unica in Italia, ha applicato alla lettera una legge dello Stato. Magari la mia critica è rivolta a chi queste norme non le ha applicate; una cosa è comunque certa: è stata creata una “vittima” e questo non ci pare bene.

Per quel poco che possa valere la mia opinione personale io sono nettamente contrario a cartomanti, astrologi, esoterici e maghi vari; mi vengono i brividi di repulsione quando leggo che un italiano su tre si reca almeno una volta all’anno dal cartomante… quindi figuriamoci se io sia disposto a concedere qualcosa a questa gente. Ma questo caso è diverso e chiunque volesse fare un po’ di zapping sulle reti televisive capirà i miei dubbi e le mie perplessità sul caso Ketty.

Il Ministero degli Interni ha diramato nel luglio ’94 a tutte le Prefetture d’Italia una circolare con la quale le invita ad intervenire contro le cartomanti e più in generale contro tutti coloro che predicono il futuro. E quindi dovrebbero essere oscurati tutti gli spettacoli televisivi. E invece questo non avviene.

E adesso? “Ci sono due possibilità da esperire” dichiara il difensore di Caterina Morabito Ketty – “chiedere al Tar del Lazio un pronunziamento sul merito. Ketty non è una cartomante che predice il futuro ma una specie di medium che aiuta la persona che si trova seduta davanti a lei a riscoprire se stessa con la lettura delle carte. E l’attività di medium è consentita. E se dovesse andare male al TAR non ci resta che rivolgerci alla Corte Costituzionale”. Insomma, suo malgrado, Ketty è destinata a diventare un caso nazionale…

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