da “IL MESSAGGERO” del 11 Agosto 1998
Dopo la lettera minatoria dei Destabilizzatori anarchici e il “pacco bomba” una certezza: «Sono in grado di colpire» — Il questore: «Niente panico, ma il fenomeno non va sottovalutato»

di PAOLO FESTUCCIA
La paura assale la città. Il “pacco bomba” di sabato notte lasciato in viale dei Flavi pone anche Rieti al centro delle mire criminali del fantomatico movimento dei “Destabilizzatori anarchici” o di “qualcuno”, comunque, che sta lavorando per creare una sorta di strategia della tensione in tutto il Paese: da Torino a Roma, fino a Napoli, passando per Rieti. Un gioco, un avvertimento o altro?
«La vicenda – spiega il questore, Americo Di Censo – è accaduta solamente due giorni fa, al momento è impossibile dare risposte precise. Stiamo indagando in ogni settore. Comunque, siamo portati a mettere in relazione quando accaduto a Rieti con altre realtà: Torino, Roma, Napoli».
Quali sono i timori?
«Al momento non è il caso di creare particolari allarmismi. Anche perché si è trattato più che di un “pacco bomba” di un “pacco gioco”, ma ciò che è accaduto sabato notte non può essere trascurato o sottovalutato. Del resto, i fatti di Roma, Torino e di altre città ci inducono a tenere alta l’attenzione».
Come si muovono le forze dell’ordine e dove stanno indirizzando le loro indagini?
«In questo momento siamo in contatto con le questure, le procure e le prefetture d’Italia interessate al problema. Dietro a questi fatti, potrebbe esserci la mano di qualcuno che sta cercando di avviare una sorta di strategia della tensione. Alcuni elementi indirizzano i nostri sospetti verso gli Squatter, ma non possiamo escludere altre piste, tanto che si sta lavorando a 360 gradi».
Altre piste?
«È ancora presto per fare delle valutazioni. Di sicuro sino ad oggi c’è poco, non solo a Rieti, ma anche in altre città che come la nostra stanno vivendo le stesse realtà. Per quanto concerne il capoluogo sabino, non possiamo escludere neanche uno scherzo di cattivo gusto da parte di qualche mitomane».
Ma la segnalazione delle “bomba” in via dei Flavi ha richiamato anche l’attenzione degli artificieri. Eppoi, anche se di una bomba-scherzo sembra esserci dietro la mano di almeno qualcuno che se la cava bene con l’elettronica?
«Questo è un elemento che non si deve assolutamente trascurare. Chi ha confezionato quel “pacco” in via dei Flavi ha dimostrato di essere capace a confezionare, seppur artigianalmente, anche un ordigno esplosivo».
Insomma, qualcuno che ci sa fare?
«Qualcuno, comunque, capace di sostituire anche il flash con una carica esplosiva». Sulla vicenda, Questura e Carabinieri sono in stretto contatto con la Prefettura di Rieti.