• Ultima modifica dell'articolo:21 Febbraio 1998
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da “MONDO SABINO” del 21 Febbraio 1998

Il Prefetto Altorio ha presentato il nuovo piano provinciale

La provincia di Rieti ha un nuovo Piano Provinciale di Protezione Civile. Lo ha annunciato il Prefetto di Rieti in una conferenza stampa nella quale è stato diramato il seguente comunicato:

La Prefettura di Rieti, in ottemperanza a quanto disposto dall’art. 14 della legge 225/92, istitutiva del Servizio Nazionale di Protezione Civile, ha predisposto il nuovo Piano Provinciale di Protezione Civile.

E’ una pianificazione di competenza del Prefetto, elaborata per fronteggiare, nel territorio provinciale, gli eventi con dimensioni superiori alla risposta organizzata dal Sindaco a livello locale.

Per la stesura ci si è avvalsi, anche, della collaborazione di altri Enti, Istituzioni ed Organizzazioni tra cui un ruolo essenziale lo ha svolto l’Amministra-zione Provinciale che, non solo ha predisposto precedentemente il programma provinciale di previsione e prevenzione degli eventi calamitosi ma ha anche finanziato la spesa occorrente alla realizzazione tipografica del documento.

Il piano recepisce in pieno gli orientamenti dettati dal Dipartimento della Protezione Civile che si basano sui concetti di semplicità e flessibilità. L’Ufficio Provinciale di Protezione Civile pertanto, tenendo conto di queste indicazioni, ha prodotto un lavoro che, secondo i rischi presenti sul territorio, delinea con chiarezza un metodo di lavoro semplice nell’attivazione delle procedure per coordinare con efficacia la risposta di Protezione Civile.

Il Piano Provinciale di Protezione Civile si compone di tre parti fondamentali:
A. Parte Generale
B. Lineamenti della Pianificazione
C. Modello di intervento

Nella parte A, elaborando i dati acquisiti, si giunge all’individuazione dei rischi presenti sul territorio provinciale: si possono pertanto ipotizzare scenari di evento, potendo di conseguenza tarare l’intervento sugli eventi massimi attesi.

Ad esempio:
-dai dati sulla piovosità, dalle indagini statistiche sugli eventi di esondazione dei fiumi confrontate con i valori acquisiti nelle stazioni di rilevamento insieme con altri elementi di conoscenza del territorio, si è in grado di prevedere che ad una certa intensità di pioggia corrisponderà un analogo aumento della pericolosità dei corsi d’acqua alla quale si potrà riferire l’attivazione di diversi gradi di allertamento del sistema di Protezione Civile;
-lo studio delle altezze del suolo, dell’andamento del terreno e dell’alveo del particolare corso d’acqua, raffronto con gli eventi verificatisi in precedenza, consente di ipotizzare lo sviluppo del fenomeno alluvionale fino alla sua massima estensione (evento massimo atteso);
-il confronto tra gli studi dell’onda di piena del corso d’acqua e la carta degli insediamenti abitativi, delle attività economico-commerciali, dell’uso del suolo, consente una valutazione orientativa dello scenario di intervento (dove indirizzare i soccorsi), del danno che l’evento potrà arrecare, dei mezzi che sarà necessario impiegare per organizzare i soccorsi ecc. (es: se la popolazione eventualmente coinvolta nell’evento è valutata in circa 1000 presenze, si dovrà organizzare la struttura di Protezione Civile in base a questo dato e, quindi si allerteranno: mezzi per trasporto di persone adeguati, strutture per soccorso sanitario sufficienti, alloggiamenti di emergenza, ricoveri, strutture logistiche ecc.).

La parte B indica le finalità generali del piano ed in particolare individua le funzioni e le attività che i singoli enti coinvolti nell’intervento di emergenza sono chiamati a svolgere nelle diverse fasi di preallarme, allarme e intervento.

La parte C illustra nel dettaglio gli specifici meccanismi con i quali si pone in atto il coordinamento e l’intera attività della Protezione Civile nella provincia di Rieti, scendendo nel particolare e descrivendo le forme di collaborazione tra i singoli protagonisti all’interno dell’organizzazione.

Il piano, include un elenco di distribuzione che indica gli enti e le istituzioni che riceveranno copia del piano e che, in qualche modo, ne risultano parte attiva.

All’interno di alcuni piani cosiddetti ad hoc (per rischi specifici), viene assegnato alle fonti di informazione un ruolo di collaborazione nell’intervento (es. emergenza industriale-informazioni utili alla popolazione sulle necessità determinate da evacuazioni e spostamenti).

Già nell’emergenza sismica, appena affrontata è sembrato che la collaborazione attivata con gli organismi della stampa abbia dato effetti positivi, soprattutto finalizzati al raggiungimento dell’obiettivo della giusta informazione alla popolazione.

Fin qui il comunicato. Aggiungiamo di nostro che uno strumento di tal genere presuppone, per il suo funzionamento, una impostazione corale di tutti gli enti che saranno chiamati a collaborare: Alla Prefettura infatti è riservata la funzione di coordinamento, ma la fornitura in concreto dei mezzi e servizi logistici è affidata a tutti gli altri enti istituzionalmente preposti, a cominciare dai Comuni ai quali la legge riserva poteri di disposizione sul territorio che, se non esercitati in tempo, potrebbero rendere vano ogni sforzo pianificatorio con tutte le relative spese occorse per porlo in essere. Esprimiamo pertanto l’auspicio che ognuno sappia fare la sua parte e che in caso di calamità non debbano succedere, come al solito, ritardi ed omissioni a scapito delle popolazioni colpite.

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