• Ultima modifica dell'articolo:1 Marzo 1998
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da “FORMAT” del Marzo 1998

tre organismi in azione per la protezione civile

Dott. Giuseppe Altorio Prefetto di Rieti
Dott. Giuseppe Altorio Prefetto di Rieti

tre organismi in azione per la protezione civile

Un piano per salvarci la pelle

Quando il terremoto scosse la nostra esistenza dovremmo purtroppo constatare insieme ai lettori di Format, quanto poco fosse stato fatto sul nostro territorio in termini di prevenzione. Lo stesso assessore alla Protezione Civile Andrea Ferroni volle comunicare la propria ferma volontà di agire in tal senso per colmare tutte le carenze rilevate. Ed ora arriva un vero e proprio Piano per affrontare ogni tipo di eventi calamitosi, non solo il terremoto (sebbene sia questo il rischio più incombente per il nostro territorio) ma anche alluvioni, incendi e maltempo. La Prefettura di Rieti ha predisposto il nuovo Piano Provinciale di Protezione Civile. Per la stesura si è avvalsa anche della collaborazione degli altri Enti, Istituzioni ed Organizzazioni tra cui un ruolo essenziale lo ha svolto appunto l’Amministrazione Provinciale che, non solo ha predisposto precedentemente il programma provinciale di previsione e prevenzione degli eventi calamitosi, ma ha anche finanziato la spesa occorrente alla realizzazione tipografica del documento. Attraverso una capillare raccolta dati il Piano evidenzia i rischi, pianifica, decide quali siano gli Enti preposti a risolvere determinati problemi. Ad esempio, dai dati della piovosità, dalle indagini statistiche sugli eventi di esondazione dei fiumi confrontate con i valori acquisiti nelle stazioni di rilevamento, insieme con altri elementi di conoscenza del territorio, si è in grado di prevedere che ad una certa intensità di pioggia corrisponderà un analogo aumento della pericolosità dei corsi d’acqua alla quale si potrà riferire l’attivazione di diversi gradi di allertamento del sistema di Protezione Civile. Lo studio delle altezze del suolo, dell’andamento del terreno e dell’alveo del particolare corso d’acqua, raffrontato con gli eventi verificatisi in precedenza, consente di ipotizzare lo sviluppo del fenomeno alluvionale fino alla sua massima estensione (evento massimo atteso). Il confronto tra gli studi dell’onda di piena del corso d’acqua e la carta degli insediamenti abitativi, delle attività economico-commerciali, dell’uso del suolo, consente una valutazione orientativa dello scenario di intervento (dove indirizzare i soccorsi), del danno che l’evento potrà arrecare, dei mezzi che sarà necessario impiegare per organizzare i soccorsi ecc. (es: se la popolazione eventualmente coinvolta nell’evento è valutata in circa 1.000 presenze, si dovrà organizzare la struttura di protezione Civile in base a questo dato e, quindi si allerteranno: mezzi per trasporto di persone adeguati, strutture per soccorso sanitario sufficienti, alloggiamenti di emergenza, ricoveri, strutture logistiche ecc.). Ad essere chiamati all’azione tre organismi: il C.C.S.: Centro Coordinamento Soccorsi (presieduto dal Prefetto, vi partecipano le massime autorità responsabili dell’ordine pubblico, rappresentanti della Pubblica Amministrazione, gli Enti e Organizzazioni private presenti nella Protezione); la Sala operativa della Prefettura, che sarà contigua al Centro suddetto e trasformerà le decisioni in ‘azioni’ attraverso 14 funzioni di supporto (ad esempio ‘censimento materiali e mezzi’) ognuna con un proprio responsabile ed infine i C.O.M.: Centri Operativi Misti (una struttura decentrata dipendente dalla Prefettura con sedi oltre che a Rieti, ad Amatrice, Posta, Leonessa, Cantalice, Greccio, Torricella in Sabina, Cittaducale, Pescorocchiano, Colle di Tora, Poggio Moiano, Poggio Mirteto, Montopoli e Magliano (ogni Comune avrà 9 funzioni di supporto con responsabile). Cosa dovrà fare il cittadino che si troverà a dover fronteggiare una di queste emergenze? La stessa legge le classifica didascalicamente e delega chi di competenza:

a) l’evento è di breve durata e rimane circoscritto nell’ambito territoriale = sarà il Sindaco a dover risolvere il problema con i propri mezzi

b) esula dal controllo del Sindaco per natura, dimensioni o per mancanza di organizzazione = sarà necessario l’intervento del Prefetto

c) necessita di impiego di strumenti eccezionali (è il caso del terremoto dell’Umbria) = sarà il dipartimento di protezione civile ad intervenire.

Rivalutando il ruolo dei mass-media come mezzo primario d’informazione per i cittadini, messo alla prova dai recenti avvenimenti sismici, in caso di emergenza sarà in funzione un’apposita sala stampa in Prefettura con un addetto che comunicherà i dati precisi relativi alla situazione. All’inetrno di alcuni piani cosiddetti ad hoc (per rischi specifici), viene assegnato alle fonti d’informazione un ruolo addirittura di collaborazione nell’intervento (es.: emergenza industriale – informazioni utili alla popolazione sulle necessità determinate da evacuazioni e spostamenti). E’ ovvio che il Piano potrà passare dalla carta alla realtà solo con il fattivo contributo di ogni sindaco, anche quello del più piccolo paese. Crediamo questo coinvolgimento fondamentale tenendo conto della morfologia del nostro territorio. Alcune zone potrebbero trovarsi completamente isolate, difficili da raggiungere: è proprio lì che occorrerebbe puntare esclusivamente sulle proprie forze. Lo scandalo delle aree non ancora individuate in alcuni paesi dell’Umbria e delle Marche, ci porta a considerare necessaria una revisione annuale di quelle zone dichiarate in passato disponibili e che nel frattempo potrebbero aver avuto una trasformazione d’uso. Basilare è la costanza nell’aggiornamento del Piano (che si presenta appunto come un quadernone ad anelli per futuri inserimenti): tanto più dettagliato ed aggiornato sarà il volume, tanto più efficace sarà la sua eventuale (speriamo mai necessaria!) messa in opera. La Prefettura si dichiara disponibile a programmare incontri periodici per assistere i Sindaci, noi cittadini dovremmo vigilare affinché nel nostro territorio venga fatto quanto richiesto e tenerci pronti per probabili esercitazioni future.

Nel frattempo… ogni gesto scaramantico è concesso!

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