da “IL MESSAGGERO” del 1 Marzo 1998
C’erano anche il prefetto Giuseppe Altorio, il sindaco Antonio Cicchetti e il presidente del Coni, Alberto Bianchetti, ieri al cimitero, per l’ultimo saluto ad Edgardo Camosi, figura storica degli sport della neve, pioniere del Terminillo e maestro di sci di Mussolini, scomparso all’età di 91 anni, a Varese. In prima fila dietro la bara, il figlio Alvaro e consorte, l’amico di sempre, Willy Acherer e la rappresentanza del Cai, degli alpini e della Scuola di Sci. Il sindaco che ha tenuto l’orazione funebre ha voluto testimoniare con la sua presenza l’apprezzamento della città per l’opera svolta da Camosi nella lunga esistenza. Mite e generoso, sempre allegro e disponibile, tricheco – come era soprannominato in gioventù Camosi – è stato il testimonial che più di tutti ha fatto conoscere il Terminillo in tutta Italia. E non solo per essere stato il tutore del Duce sugli sci. Edgardo era anche il maestro prediletto delle dive in vacanza al Terminillo negli anni 50′, tra cui Anna Maria Ferrero e Silvia Koscina. Senza Camosi la comunità terminillese e Rieti tutta perde un amico e un punto di riferimento. Resta la storia: Camosi con Memmo e Alberto Rinaldi e Luigi Padronetti sui pendii ancora vergini del Terminillo negli anni 20; Edgardo maestro di sci nel 36′ a San Martino di Castrozza; e la frase celebre del tricheco: «Mussolini come sciatore non era granchè, appena qualche curva. Ma era patito dell’aria aperta e