da “IL MESSAGGERO” del 16 Ottobre 1997
Inagibile San’Antonio al Monte, chiuso il seminario vecchio, paura per il palazzo Vescovile. Altre scosse nella notte — Lungo elenco di danni, il prefetto visita le zone più colpite della provincia

Inagibile San’Antonio al Monte, chiuso il seminario vecchio, paura per il palazzo Vescovile. Altre scosse nella notte
Stato d’allarme e palazzi a rischio
Lungo elenco di danni, il prefetto visita le zone più colpite della provincia
di ALESSANDRA LANCIA
È stato di preallarme, a Rieti e provincia, dopo le ripetute scosse di terremoto seguite all’impressionante boato delle 17,26 di martedì. Solo nella notte seguente cinque sono state le scosse registrate, tutte con epicentro nella zona di Sellano (Valnerina) ma di diversa intensità: 5° della scala Mercalli all’1.23, 4° le successive (1.48, 2.12, 3.02 e 3.52), 3° ieri alle 10.18 appena avvertita dalle nostre parti.
Parallelamente si è mossa la “macchina” del pronto intervento: durante il vertice di enti locali e Protezione Civile convocato dal prefetto Giuseppe Altorio sono state definite le linee di azione. Sul fronte “emergenza”, enti locali, genio civile e forze dell’ordine dovranno assicurare una reperibilità continua, ventiquattr’ore su ventiquattro. Gli ospedali di Rieti, Magliano e Amatrice sono allertati, così come le postazioni del “118”. Riguardo ai sopralluoghi per la verifica di rischi e danni ci si è divisi i compiti, così da razionalizzare gli interventi: a edifici pubblici e beni culturali provvederà la sezione distaccata del Genio Civile; a strade, ponti e infrastrutture l’ufficio tecnico della Provincia; alle case popolari lo Iacp, mentre il personale degli uffici tecnici comunali agirà d’intesa con i vigili del Fuoco, subissati di richieste.
Sul fronte di chiese ed edifici di culto, brutte notizie sono arrivate per il convento francescano di Sant’Antonio al Monte, dichiarato inagibile dai vigili, e per la chiesa di Santa Maria del Fiore della frazione di Lugnano, chiusa anch’essa, mentre si fanno più visibili le lesioni al Palazzo Vescovile. Danni sono segnalati anche nelle chiese di Amatrice, Castel Sant’Angelo, Poggio Bustone, Borbona, Accumoli e Grotti di Cittaducale. I sopralluoghi già effettuati a Contigliano e Leonessa hanno sostanzialmente confermato i rischi segnalati dai parroci.
Il prefetto Altorio si è recato a visitare numerosi comuni della Valle del Velino, mentre a Rieti l’assessore alla Protezione Civile, Luigi Ciaramelletti, ha convocato il neonato Centro Operativo Comunale che coordinerà l’assistenza sul territorio in caso di emergenza.
In Provincia l’assessore Rufino Battisti ha guidato l’ispezione dei tecnici provinciali negli istituti superiori, dei quali è stata ribadita l’agibilità e disposta la riapertura. Una successiva ordinanza del sindaco Cicchetti ha disposto per oggi la riapertura di tutte le scuole escluse l’Istituto per l’Agricoltura, la scuola media “Sacchetti-Sassetti”. Cicchetti, a fronte del dissesto delle mura medioevali ha poi disposto il trasferimento del capolinea del Cotral in via Fratelli Sebastiani (nei pressi della caserma dei Vigili del fuoco). La fermata soppressa di Viale Morroni sarà effettuata nel piazzale della Stazione.
A Leonessa sono stati rinvenuti danni evidenti nel loggiato di San Pietro, dove permane il divieto di suonare le campane. Lesioni si sono aperte all’interno e nella facciata del santuario di San Giuseppe come anche nelle chiese di San Salvatore, Casanova e Piegelpoggio. Resta chiusa al traffico via San Francesco. Le scuole restano chiuse due giorni per motivi di sicurezza. Situazione critica anche ad Amatrice, con danni alla chiesa e all’ex convento di San Francesco, alle chiese di San Giovanni, dove stiamo studiando un modo per ingabbiare la torre campanaria pericolante, di Rio, di Villa San Lorenzo e Flaviano e a quella della Madonna di Porta Ferrata. Resta chiusa al traffico via Spinosi e nuove piccole lesioni si sono aperte nel palazzo del Comune.
(Ha collaborato Francesco Chiaranti)
LE STRUTTURE IN PERICOLO
Qui a sinistra un’eloquente immagine di come sono crollati alcuni merli delle mura medievali. Poi, proseguendo in senso orario, altri edifici pubblici o di valore storico lesionati, danneggiati o addirittura inagibili: una crepa evidente sotto gli archi del Vescovado; quindi, sotto, il palazzo dello sport “Leoni” dove sono state sospese tutte le attività a causa dei danni riportati; ancora a fianco, la facciata del santuario di San Giuseppe a Leonessa, che desta più di una preoccupazione; infine, qui sotto, il campanile di San Donato in via Cintia.
(Fotoservizio ENRICO MELOCCARO)
Il prefetto Giuseppe Altorio