Una voce nella notte chiama “Papà”. Mi alzo bofonchiando, calpesto due o tre giocattoli tra i più spigolosi al mondo. Impreco sotto voce. Poi raggiungo il letto dal quale sento provenire il respiro. Rimbocco le coperte, passo una mano sulla morbida guancia e questo basta per avere in cambio un sospiro di serenità. Un sospiro che vale quanto tutto l’oro del mondo…
- Articolo pubblicato:24 Febbraio 2010
- Ultima modifica dell'articolo:24 Febbraio 2010
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