• Ultima modifica dell'articolo:7 Giugno 1996
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da “CORRIERE DI RIETI” del 7 Giugno 1996

Alla “Lombardini” si apre un nuovo fronte: chiesta la Cig per 120 dei 305 dipendenti — Ed il Prefetto sta valutando seriamente di prendere in mano la situazione

Il prefetto di Rieti, Altorio
Il prefetto di Rieti, Altorio

La lista si allunga. E l’emergenza occupazione si fa sempre più drammatica. L’ultimo allarme è scattato a Vazia, nella sede della “Lombardini Spa”, azienda specializzata nella costruzione di motori agricoli a scoppio. Dove la proprietà ha chiesto per 120 dei 305 operai la cassa integrazione straordinaria per i mesi di giugno, luglio ed agosto.

Il rafforzamento della lira sul marco, con la conseguente minor richiesta di motori da parte dei clienti esteri, la giustificazione addotta dai vertici aziendali.

Giustificazione che non ha convinto le rappresentanze sindacali unitarie della “Lombardini” e le segreterie territoriali di Fiom, Fim e Uilm. Che ieri pomeriggio, presso la sede dell’Associazione industriali, hanno incontrato gli amministratori della ditta di motori, cercando di convincerli della necessità di abbandonare l’idea di ricorrere alla Cig straordinaria, magari attraverso l’utilizzo di altri strumenti.

«La richiesta di cassa integrazione straordinaria per 120 dei 305 operai sarebbe evitabile se l’azienda – hanno scritto ieri le Rsu e la Fiom, Fim e Uilm in un comunicato congiunto – si impegnasse a destinare consistenti investimenti per ampliare la gamma dei prodotti con nuovi motori, diventando così più competitiva. La giustificazione avanzata dalla proprietà (rafforzamento della lira sul marco, ndr) è solo in parte vera. Ed è sbagliato – hanno aggiunto Rsu e organizzazioni sindacali – ricercare aumenti di produttività solo aumentando il rendimento dei lavoratori».

L’emergenza “Lombardini” si aggiunge a quelle già evidenziatesi nei giorni scorsi alla Eems, alla “Ristochef”, all’Alcatel-Telettra, alla “Bellini e Trinchi” (anche qui, per 5 dei 20 addetti, è stata richiesta la cig a zero ore per 13 settimane) e alla “Manifatture tessili”, dove sono invece 28 gli operai che rischiano di andare a casa. Eppoi la “Nuova rayon”, dove i 290 dipendenti hanno l’altro ieri proclamato lo stato di agitazione. I Piani integrati d’intervento, questa volta, il motivo della protesta degli operai, che nello strumento urbanistico vedono lo spettro di un accerchiamnto urbanistico, tale alla lunga da decretare lo sfratto e poi la successiva chiusura dell’azienda.

Un quadro niente affatto incoraggiante, insomma. Tanto da giustificare davvero l’intervento del Prefetto, così come chiesto dalle Rsu e dalle organizzazioni sindacali della Eems. E sulla possibilità di farlo, il dottor Giuseppe Altorio, ci sta pensando seriamente.

«Ho ricevuto oggi (ieri per chi legge, ndr) l’invito delle Rsu e dei sindacati. Ci voglio però riflettere. Istituzionalmente, infatti, non rientra nei mie compiti. Mi rendo però altrettanto conto – ha aggiunto il Prefetto di Rieti – che la situazione è seria e non posso chiamarmi fuori».

Nulla di nuovo, intanto sul fronte romano.

Il previsto incontro tra il ministro del Lavoro, Tiziano Treu, e le rappresentanze sindacali dell’Alcatel è infatti slittato. Se ne riparlerà all’inizio della prossima settimana. L’inconveniente, se tale è giusto chiamarlo, non ha però cambiato i programmi delle organizzazioni sindacali, ormai sul piede di guerra e pronte a combattere su più fronti. Come la situazione richiede.

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