• Ultima modifica dell'articolo:15 Gennaio 2018
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“E’ invalsa l’usanza di taluni di inoltrare solo ed esclusivamente pensieri altrui. Quasi ch’essi non siano in grado di formularne di propri. E più il testo è criptico, fors’anche falsamente forbito ed elaborato, tanto più il banale ed il poco originale lo renderà proprio e sentirà la necessità di diffonderlo al resto del volgo. Non importa la vacuità del concetto espresso o la non applicabilità del medesimo alle personali esperienze; importa solo la presenza del paragrafo virgolettato e di un nome, anche fittizio o non pertinente, meglio se straniero, tra parentesi. Il poco originale si troverà così sgravato dalla difficoltà di dover elaborare un pensiero proprio o di dover raccontare un aneddoto personale. Quel che conta non è conoscere e farsi conoscere ma far sapere che si sa. O che si sa capire quel che si inoltra e che si rende proprio nell’atto dell’inoltro.” (Robert Oppenheimer)

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