da “IL TEMPO” del 1 Ottobre 1999
CACCIA APERTA ALLA REGIONE LAZIO
ALESSANDRA PASQUALOTTO
CACCIA aperta alla Regione Lazio. Mentre cinghiali e cornacchie continuano indisturbati l’azione distruttiva dei terreni coltivati della Piana Reatina, la Federazione Coldiretti di Rieti, insieme a Confagricoltura, Cia e Riserva dei Laghi Lungo e Ripasottile, chiede un incontro urgente con il Prefetto per riportare all’attenzione i problemi degli agricoltori.
In una riunione svoltasi davanti al presidente della Riserva dei Laghi Anselmichio, il vicedirettore della Coldiretti Primo Marcelletti ed una delegazione di coltivatori ha fatto il punto dei terreni coltivati a mais, grano e ortaggi ricadenti in particolare nella zona intorno al Lago di Cantalice.
«Problemi antichi — ha spiegato Marcelletti — e danni che si aggirano intorno a qualche milione di lire, causati dai cinghiali particolarmente numerosi in questa zona.
L’assessorato all’Agricoltura e all’Ambiente della Regione Lazio è stato più volte sollecitato ad intervenire su questo problema, in particolare per prevedere un abbattimento “programmato” di cinghiali e cornacchie, ma finora nessuna risposta è mai arrivata». Per i danni subiti a causa delle irruzioni dei cinghiali, la Regione prevede infatti una indennità di corrisposta in base all’accertamento di un perito incaricato dei sopralluoghi nelle zone interessate.
L’indennità non viene comunque mai calcolata in base al mancato guadagno del coltivatore. «Il rimborso previsto varia dalle 50 alle 150 milalire — continua Marcelletti — e fortunatamente solo adesso gli agricoltori sono stati esonerati dall’obbligo del pagamento della marca da bollo di 20 milalire per la presentazione della domanda. Secondo la prassi ogni coltivatore deve presentare oltre alla domanda anche un certificato catastale e spendere per adempiere a questi obblighi una giornata di lavoro. Come dire il gioco non vale la candela».