• Ultima modifica dell'articolo:18 Giugno 2020
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Alcuni tra i miei ricordi più cari risalgono a quando ero neopatentato. All’epoca esistevano ancora gli autostoppisti e non era raro incontrarli. Quando ne incontravo alcuni mi ricordo come fosse oggi la mia gioia. Rallentavo e mi fermavo una cinquantina di metri più avanti ed aprivo lo sportello lato passeggero in attesa. Nel frattempo mi gustavo la scena nello specchietto retrovisore. I giovani avevano sempre una immediata espressione di gioia, il viso gli si illuminava nell’aver trovato il buon samaritano. Si caricavano in spalla i pesanti zaini, raccoglievano tutti i bagagli, le sacche con i materassini o la tenda e cominciavano a correre verso la macchina. Non appena arrivavano quasi a toccarla, inserivo la prima e ripartivo sgommando. Lo sportello per l’accelerazione si chiudeva da solo ed io nello specchietto mi gustavo il labiale di svariati vaffanculi. Poche cose mi facevano ridere così tanto. Ieri l’ho raccontato ai miei figli e mentre ghignavo soddisfatto al solo ricordo, loro mi guardavano con un certo disprezzo: “Sei proprio cattivo!”. Ancora li devo svezzare questi pappamolle…

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