• Ultima modifica dell'articolo:12 Settembre 2026
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Accompagno Giacomo all’aeroporto alle 6 perché va in gita in Sicilia. Al ritorno mi fermo al bar per fare colazione ed avevano un ben di dio di cornetti appena sfornati.
“Mi dia quel bel fagottino lì! Ha proprio una bella faccia. Con cosa è?”
“Marmellata ai frutti di bosco.”
Me lo passa, è piacevolmente tiepido e profumato. Croccante al tocco. Mi pregusto un bel morso corposo e affondo i denti nel fagottino con veemenza. Quello che esternamente era un tiepido e profumato involucro celava all’interno un nocciolo di uranio a temperatura di fusione pari a quella delle macchie solari. A contatto con la lingua uccide istantaneamente tutte le papille gustative. Il plasma non si scinde ed un pezzo rovente si deposita sul labbro inferiore, gonfiandolo all’istante.
OCCAMDNN è il grido soffocato che i pochi avventori del bar mi sentono pronunciare.
“Si è bruciato?” – mi chiede gentile la barista.
Il mio sguardo alla Clint Eastwood non tradisce emozioni.

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