A 10 anni già alto come l’allenatore e con degli hot pants da fare invidia a Daisy Duke. Campavo di prepotenza ed arroganza calpestando ed abbattendo tutti i poveri bambini che osavano fronteggiarmi e frapporsi tra me e la linea di meta. Quelli che riuscivano ad attaccarsi alle mie gambe o alla maglietta me li trascinavo per metà campo fino in meta. Per buona parte della mia infanzia mi sono sentito come Jonah Lomu. E pensare che sono approdato al rugby per puro caso. Mia mamma mi voleva iscrivere a pallacanestro. Andammo al campo delle Tre Fontane dove, per arrivare ai campi da pallacanestro, bisognava passare in mezzo a due campi da rugby. Chiedemmo informazioni su dove fossero i campi da basket ad un dirigente del rugby che appena mi vide sgranò gli occhi: “Bambinone, tu quanti anni hai?”, io timidamente: “Nove…” e lui entusiasta: “Ma la pallacanestro non fa per te, sei troppo grosso. Vieni qui, entra in campo… vieni a vedere che facciamo!”
- Articolo pubblicato:19 Luglio 2020
- Ultima modifica dell'articolo:19 Luglio 2020
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