• Ultima modifica dell'articolo:2 Settembre 1998
  • Categoria dell'articolo:Rassegna Stampa
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da “IL TEMPO” del 2 Settembre 1998

FARA SABINA / È stato deciso di eliminare il «branco selvaggio» — Un’elaborata «trappola» per cercare di bloccare anche le altre bestie

di GIANCARLO MARTINI

FARA SABINA — Ore contate per il branco selvaggio di Monte Grottone. Scomodato anche S.E. il Prefetto Altorio. Il responsabile della sicurezza Provinciale ha infatti emesso, senza mezzi termini, una perentoria ordinanza e conferito mandato al Sindaco Tarso Venti di Fara Sabina, affiché la renda esecutiva entro 4 giorni. Il Sindaco-professore, ha da parte sua contattato i carabinieri, la Guardia Forestale di Poggio Mirteto ed il dr. Grillo, responsabile della struttura Veterinaria con sede ad Osteria Nuova e convocato il padro-lissino sindaco di Fara Sabina ha anche predisposto una squadra costituita da operai effettivi e temporanei i quali, con l’ausilio di alcuni agricoltori e volontari a loro volta, vittime delle vacche voraci di orti e frutteti, hanno eretto un robustissimo recinto in località Gramiccia. Il luogo cioè in cui la truppa selvaggia va più spesso ad abbeverarsi. Una trappola studiata ed eseguita a regola d’arte che se, come auspicato, scatterà al momento stabilito, non darà scampo alle bestie. Formata da due sezioni, la trappola consiste in un imbuto ed in una camera stagna. Mentre la prima parte è costituita da una solidissima ed ampia palizzata in tronchi di castagno stagionato, realizzata a cielo aperto, la cosiddetta camera stagna sfrutta la volta ed il manufatto della galleria che accede alla fonte di Gramiccia. Nel frattempo la consistenza numerica del branco è scesa da 12 a 10 unità. È indubbio che qualcuno, favorito dalla confusione, ha approfittato per far bottino dei due capi mancanti all’appello. Trascorsi i 4 giorni di tregua concessi dal Prefetto scatterà la seconda fase dell’abbattimento. Un’operazione quest’ultima, dolorosa ma, in estrema analisi, necessaria anche se di non facile esecuzione. Coloro che dovranno infatti farsi carico dell’incombenza (probabilmente Carabinieri e Guardia Forestale ma anche veterinari e Vigili del Fuoco per il recupero delle carcasse), dovranno studiare una strategia indolore per le bestie, un orario intorno alle 4 del mattino quando gli armenti escono dai rifugi per avviarsi verso il pascolo «abusivo» e la zona giusta per evitare fughe e l’eventuale accrescimento di disastri. Ed al primo tentativo quattro delle 12 mucche inselvatiche sono state catturate.

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