da “IL MESSAGGERO” del 16 Luglio 1998
E’ ancora allarme per la cappa tossica: gli studenti del corso di formazione sono stati spostati all’Itc — Decisione drastica ieri al vertice in Prefettura, ma la nube resta

di ALESSANDRA LANCIA
Spegnere i fuochi, superare l’emergenza: di questo si è discusso ieri pomeriggio in Prefettura in una conferenza di servizi coordinata dalla dottoressa Luisa Cortesi che ha visto riuniti intorno allo stesso tavolo comuni (Rieti e Cittaducale), Provincia, Regione, Asl, Consorzio del Nucleo Industriale, Genio Civile, Comunità Montana, Carabinieri, Vigili del Fuoco e Forestale. Molto atteso l’intervento del dottor Di Cola, del servizio igiene dell’Asl, che allo stato attuale ha escluso pericoli alla salute che impongano l’evacuazione dall’area ma ha assicurato controlli e monitoraggio continui.
I rifiuti della Zepa infatti bruciano ancora e con essi le domande poste da due anni a questa parte intorno all’attività della piccola società di trattamento di rifiuti: rifiuti trattavano – e ammassavano – a Cittaducale come nella Piana, o residui da avviare al riciclaggio? «L’equivoco c’era e c’è tuttora – dice l’ingegnere capo della Regione Giorgio Angelini – ma adesso quello che conta è intervenire sull’emergenza». Lo faranno materialmente mezzi dei Comuni di Rieti e Cittaducale e i vigili del fuoco: le operazioni si annunciano complesse e rischiose, perchè si tratta di abbattere il capannone ormai pericolante all’interno del quale l’incendio è ancora in atto e finalmente mettere mano alle balle ammassate non ancora bruciate. Solo che prima di avviare ruspe ed escavatori ci vuole l’autorizzazione a procedere del Tribunale, che dello stesso capannone ha disposto il sequestro. L’altro nodo da sciogliere riguarda le responsabilità: chi sgombrerà quanto resta a Cittaducale e le tonnellate di rifiuti imballate nella Piana? «Lo dovrebbe fare la ditta – dice il presidente della Provincia Calabrese – e, in subordine, il Comune con il contributo della Regione. Noi abbiamo solo poteri di controllo».
Federconsumatori: «Le autorità non informano». Già pronte le ruspe
Controllo che però non ha evitato che nel corso dei mesi a cavallo tra il 1996 e 1997 lievitassero i rifiuti ammassati: «Certe situazioni non dovevano proprio crearsi – dice il sindaco di Cittaducale Iacuitto – Bisognava mettersi di fronte ai cancelli e impedire l’accesso dei Tir». «Ormai i rifiuti ci sono e bisogna trovare soluzioni concrete per smaltirli – dice il sindaco di Rieti Cicchetti – Le ragioni del rogo? Pensare all’autocombustione mi sembra per lo meno stravagante». Caterina Balloni, della Federconsumatori è infuriata: «Da lunedì la gente ci assedia di telefonate. C’è molta preoccupazione e non altrettanta chiarezza tra le autorità». Sempre ieri i cento alunni dei corsi di formazione professionale del Centro Serivizi hanno traslocato provvisoriamente all’Itc di viale Maraini.