da “IL MESSAGGERO” del 21 Gennaio 1997
Impennata di casi dopo il periodo di calma successivo alla truffa che ha visto tra le vittime anche il prefetto — Numerose denunce per i cellulari clonati. C’è anche il sindaco di Amatrice

«E ora nel mirino sono finiti anche i Tacs family. I monitoraggi Tim»
Emergenza clonazione: la “truffa” si allarga anche ai cellulari con contratto family (solamente presso la compagnia dei carabinieri di Rieti sono state inoltrate oltre cento denunce per clonazione). Dopo il telefono clonato del prefetto Giuseppe Altorio e dell’avvocato Carlo Frutti, presidente provinciale Federbasket, ora è toccato a un’altra ventina di persone tra cui il sindaco di Amatrice Antonio Fontanella. Insomma, il problema della clonazione, nonostante l’avvento del sistema Gsm che dovrebbe essere immune, ha rivolto l’attenzione a nuove fasce di utenza e nel mirino dei truffatori sono finiti, negli ultimi tempi, anche i possessori del tacs-family (quelli che prima venivano considerati immuni perché non si può telefonare all’estero). A seguito di un periodo di relativa calma, la banda dei clonatori ha ripreso ad agire a pieno ritmo a Rieti e provincia.
Mentre la Tim (Telecom Italia mobile) si affanna a gettare acqua sul fuoco, cercando di dimostrare come i casi scendo, sono ancora molti, invece, i possessori di cellulari che denunciano di essere stati truffati. E per fortuna, per loro, a pagare il conto della bolletta sarà comunque la Tim, che provvederà anche a fornire un nuovo numero e tante scuse.
«Adesso poi – spiegano dalle relazioni esterne della Tim – per liberare al massimo l’entità delle clonazioni la Tim effettua ogni quindici minuti un monitoraggio del traffico di ogni singolo cliente radiomobile e, qualora riscontri della anomalie rispetto ai suoi abituali volumi di traffico, lo informa direttamente a mezzo telegramma». Insomma, se gli scatti corrono veloci più del solito la Tim avvisa e blocca il telefonino. Sempre sul fronte anti-clonazione da due anni ormai è in funzione il codice Pin, che abilita e disabilita secondo il volere dell’utente alla chiamate internazionali.
Nonostante tutto, comunque, gli esempi di truffa continuano ad essere molti. «Sovente – spiega Fabrizio Bernardinetti della Stereus – I clienti ci chiedono aiuto per la clonazione del loro telefono. E ciò che notiamo riguarda il fatto che negli ultimi tempi alla truffa non sono più immuni i possessori di telefono con contratto family». Come dire: tra Business e Family nessuna differenza, l’importante è telefonare gratis. Anzi, a spese delle Telecom italia mobile.
P.F.
Otto regole d’oro per difendersi dai professionisti della clonazione
Ma come difendersi dalle clonazioni? Ecco i consigli di casa Telecom italia mobile. 1 Assicurarsi della serietà del venditore del cellulare. 2 Usufruire della documentazione in bolletta di tutte le chiamate. 3 Non prestare il telefonino: qualcuno potrebbe scoprire la targhetta dove c’è il numero seriale dell’apparecchio. 4 Non tener conto di eventuali rumori durante la conversazione. 5 se si ha il sospetto di essere clonati, spegnere il telefonino, e dopo una trentina di minuti, provarlo a chiamare da un altro telefono. 6 Insospettirsi di fronte a telefonate provenienti da sconosciuti che rifiutano di dichiarare la propria identità o il numero che hanno chiamato. 7 Diffidare di sedicenti intervistatori telefonici, che chiedono all’utente di rivelare il numero seriale. 8 Nel caso si scopra di essere stati clonati: è la stessa Tim ad accorgersene. In tal caso basta chiamare il 119.