• Ultima modifica dell'articolo:11 Gennaio 1997
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da “FRONTIERA” del 11 Gennaio 1997

GRECCIO

Da sin.: il questore Di Censo, il prefetto Altorio, il sindaco di Greccio Fazi. In alto: il dibattito tra le varie realtà religiose.
Da sin.: il questore Di Censo, il prefetto Altorio, il sindaco di Greccio Fazi. In alto: il dibattito tra le varie realtà religiose.

Pace al mondo!

di Andrea Scasciafratte

Il Natale di Greccio sarà ricordato per il suo immancabile presepe vivente ma anche per l’Appello di pace al Mondo, un appuntamento fisso nel cartellone comunale, già zeppo di spettacoli, concerti e manifestazioni di ogni genere. Ambasciatori, consoli, politici ed esponenti religiosi degli angoli più disparati della Terra si sono riuniti il 15 dicembre intorno all’ampolla della pace, nella quale ognuno ha versato l’olio, elemento simbolico della vita.

L’israeliano Shmuel Hadas, il lituano Romanas Podagelis, l’americano Raymond Flyn m, l’avventista Altin, il cattolico Ernesto Olivero ed altre illustri personalità hanno compiuto il gesto di speranza, suggellato dall’accensione da parte del sindaco Gianni Fazi dello stoppino immerso nel recipiente pieno degli oli portati in dono, mescolanza dei popoli.

Al di là della critica avanzata dal primo cittadino di Rieti, Antonio Cicchetti, circa la futilità dell’evento «paragonabile più ad una parata che ad un concreto tentativo di mediazione», l’Appello di pace è stato anche un momento di discussione e confronto tra le varie realtà etniche e religiose presenti a Greccio, guidate nel dibattito dal giornalista Rai, Nuccio Fava. Ma a bandire la guerra non ci si è fermati solo al 15 dicembre, visto che la notte di Natale il santuario francescano ha ospitato il vescovo ortodosso di Gerusalemme, monsignor Hilarion Capucci.

«Viva la pace – ha gridato nel corso dell’omelia l’alto prelato della Chiesa bizantina -. Diplomatici, ambasciatori e politici non restate con le mani in mano, lasciando che gli uomini si annientino a vicenda. Ed anche noi, umili cristiani, preghiamo perché la pace trionfi».

Natale, dunque, nel segno degli appelli, ma non solo. La pro-loco ha promosso per la prima volta un Festival internazionale di presepi viventi che, al di là di alcuni forfait giustificati dal maltempo, meritava sicuramente maggiore attenzione da parte di tutti. Nonostante i considerevoli sforzi organizzativi, l’affluenza di pubblico non ha rispettato le attese e per il prossimo anno, con l’esibizione della…

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