da “IL TEMPO” del 8 Febbraio 2000
Sotto il porticato della stazione

UNA lapide di marmo è stata posta sotto il porticato della ristrutturata stazione ferroviaria di Rieti a ricordo del terrificante bombardamento aereo angloamericano del 25 gennaio 1944 che provocò la morte sotto le macerie del capotreno Antonio Uncini, ex marinaio (era cannoniere scelto), da poco trasferito a Rieti dalla stazione di S. Benedetto del Tronto.
Alla cerimonia, resa possibile dai comuni sforzi dell’amministrazione municipale e delle associazioni «Amici della Sabina» e «Marinai d’Italia» (sezione di Rieti), hanno partecipato i figli del Caduto prof. Lelio (che ha ricordato la figura del padre) e dott. Franco Uncini, e i nipoti Uncini (Antonino, Iolanda e Arnaldo) e Colli (l’ammiraglio Francesco, il dott. Luciano e il prefetto di Ancona Giuseppe). Erano presenti anche il prefetto di Macerata e i sindaci di Macerata e S. Benedetto. La città di Rieti era rappresentata dal prefetto Giuseppe Altorio, dal vicesindaco Stefano Eléuteri e dall’assessore Gianfranco Formichetti, e dal vicepresidente della Provincia Andrea Ferroni.
C’era anche una rappresentanza della Marina militare in servizio presso la caserma Verdirosi, al comando del capitano di corvetta Giovanni Di Cretico. Hanno partecipato anche, con i rispettivi presidenti, i gruppi dell’Anmi (Associazione marinai d’Italia) di Rieti, Ascoli Piceno, Macerata e S. Benedetto, tutte le associazioni d’arma di Rieti con i vessilli e i medaglieri, e i Maestri del Lavoro. Dopo la benedizione della targa (scoperta dal prefetto e dal vice sindaco) il cav. Duilio Ciace, segretario Anmi di Rieti, ha letto la preghiera del marinaio.