La falsa medicina d’autore anonimo fa il tutto esaurito in edicola
ROMA — Arriva finalmente in commercio il farmaco più atteso dai malati di politica. Si chiama «Berluschenol». È contenuto in una scatoletta simile a quella del celeberrimo Aulin (che ora però, proprio come capita ai partiti, ha cambiato nome). Costa piuttosto caro (6 euro) e si presenta così: «Berluschenol è un prodotto di automedicazione ad ampio arco (costituzionale) d’azione a base di Governina e Oppositina».
Indicazioni: «Cura forti stati di stress, di rabbia e di ansia politica e parlamentare. Previene le patologie tipiche della sindrome di Govern, quali invidia partitica, trombature elettorali, conflitti di interesse, ribaltoni, isterismi presidenziali, poltroniti acute, dipendenze da dicastero». Come si vede, il «Berluschenol» è adatto sia ai malati di berlusconite sia a chi soffre dell’infezione opposta.
Composizione: «Una unità di Berluschenol contiene, fra i principi attivi, 2,5 mg di sublimato di governina e 2,0 mg di acido politico. Fra gli eccipienti: zolfo sarcastico, carbonato di insultina, solfuro elettorale, benzolo ribaltonico». Insomma, di che diavolo stiamo parlando? Di una scatoletta farmaceutica che contiene «85 grammi di barzellette sulla politica».
Queste paginette sotto forma di prodotto medico sono uno scherzo non firmato da nessuno. Sarà uscito dalle industrie chimiche dei girotondini? O è il ritrovato scientifico di qualche semplice goliarda da laboratorio? O magari, pur non essendo una pomata, fa parte di una eventuale linea farmaceutica del Cavaliere il cui motto (secondo un geniale vignettista, Massimo Bucchi) è: «I have a cream»? In ogni caso, il «Berluschenol» è comparso ieri sul mercato e subito è andato esaurito, pur non essendo rimborsabile dalla mutua.
Queste barzellette terapeutiche sono per lo più quelle già note su e di Berlusconi. Con qualche aggiunta del tipo: «Come fa Berlusconi a creare migliaia di piccole imprese? Prende migliaia di grandi aziende e aspetta per una legislatura». Oppure: «Che differenza c’è fra Dio e Berlusconi? Dio non crede di essere Berlusconi».
E via così, fra battute di Grillo o di Benigni e pillole di sfottò sui leader dell’Ulivo in verità non irresistibili (ma dipenderà dal fatto che, contravvenendo alle indicazioni, abbiamo conservato la medicina ad una temperatura superiore ai 100 gradi?). Ancora non si conosce l’efficacia del farmaco. Avvertenza finale: la risoterapia potrebbe diventare l’alternativa alla satira politica che (vedi il caso Guzzanti) si prende troppo sul serio.