• Ultima modifica dell'articolo:18 Novembre 2020
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Ieri sera ho visto il nuovo spettacolo di Jim Jefferies “Intolerant”. Uno show spento, poco graffiante, poco offensivo, poco cattivo, poco divertente. Durante il quale si mette a parlare di intolleranze alimentari o di cagotto come un Brignano qualsiasi. Lui stesso durante lo spettacolo ne spiega il motivo. Odia i millennials, sempre pronti dietro la tastiera ad attaccare massicciamente qualsiasi battuta “fuori luogo”. I limiti del politicamente corretto si restringono sempre di più e ad oggi gli criticano ferocemente e senza sosta spettacoli di 10 anni fa quando i limiti erano più “ampi”. Andremo verso un punto in cui non si potrà più fare battute su nulla o su nessuno. Rimarranno solo le funzioni corporali. “Si può scherzare su tutto TRANNE che su QUESTO!”, dove il QUESTO di turno ogni volta si aggiunge ad una lunga lista. Oppure: “La colpa è del comico X se non riesce a far ridere senza offendere qualcuno!”
Ormai i comici di livello hanno degli staff di avvocati che controllano ogni singola battuta alla ricerca di punti attaccabili da questa o quella categoria. Che pongono innumerevoli paletti di convenienza per riuscire comunque a vendere un prodotto.
Immagino me ed i miei amici, amanti del politicamente scorretto, che ci incontreremo in cantine buie come i carbonari per continuare a fare battute su tutto. Quegli amici capaci di capire che se fai una battuta su qualcuno o su qualche atteggiamento non vuol dire che te ne freghi dell’argomento ma che semplicemente ci fai dell’ironia.

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