Non sono nato mostruosamente intelligente. Lo sono diventato con anni di duro allenamento trascorsi ad interpretare velocemente il significato delle parole “coso” e “cosa” pronunciate da mio padre in momenti di alta tensione. Tipicamente durante interventi di piccola manutenzione casalinga, quando era prossimo alle bestemmie per la difficoltà dell’intervento: “Vamme a pija’ er coso che sta di là, sopra ‘a cosa…”. La richiesta di spiegazioni più chiare era assolutamente impensabile. Quindi in nanosecondi, a seconda del tipo di intervento che stava eseguendo, dovevo capire se il coso era un cacciavite o un martello e la cosa una scrivania o una cassetta degli attrezzi. E guai a tornare con il “coso sbagliato”. Lo sguardo di disapprovazione era mortificante. Ora se mi dite un generico “coso”, capisco immediatamente a cosa vi state riferendo.
- Articolo pubblicato:4 Agosto 2018
- Ultima modifica dell'articolo:4 Agosto 2018
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