• Ultima modifica dell'articolo:11 Ottobre 2017
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Come sapete sono un appassionato dello studio dei comportamenti bovini nella razza umana. La fila al casello dove si paga solo in contanti, la fila in piedi al gate di un volo con posti assegnati, l’applauso al pilota in fase di atterraggio, gente che ridiscende dalle scale mobili che si fermano e prende le scale normali, ecc. ecc.
Un fenomeno che mi ha sempre suscitato una forte curiosità è quello delle tavolate lunghissime. Quel bisogno ancestrale di stare per forza tutti insieme. Ho visto miei consimili stravolgere ristoranti con la caparbietà di un mulo per assemblare per forza la tavolata unica da 40 persone. Nessuno che provasse a ragionare sul fatto che comunque il livello di interazione massimo in una qualsivoglia tavolata è limitato a 6/8 persone. Ed ogni qualvolta mi opponevo a questo rito inutile cercando di spiegarne la logica venivo fissato con l’occhio bovino come se avessi pronunciato la più grande delle eresie. Fare tavoli da 4/6/8 persone viene visto come l’atto di spezzare/separare un gruppo di persone. Mentre farli sedere tutti in un’unica tavolata dove al massimo comunicheranno in 4/6/8 fa tranquillizzare l’umano…

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