Più che un libro è un vademecum da tenere in tasca e tirare fuori quando l’umore è a terra. Basta sfogliare le 140 pagine, leggiucchiare qua e là e torna il sorriso.
(di Francesco Cramer da Milano)
Effetto lenitivo, proprio come fosse una medicina. D’altronde già la confezione del volume Proditax di Adriano Altorio assomiglia a un farmaco. Edito da L’Airone, il prodotto ha tanto di avvertenze: «Non ha scadenza ma se ne consiglia l’assunzione durante l’intero periodo della dichiarazione dei redditi». L’opuscolo, 120 grammi di barzellette in pratiche supposte analgesiche, è a base di Taxbenefit ed è particolarmente indicato in caso di forte intolleranza alla Mortadella stantia. Previene e cura stati di influenza fiscale, viscopatie acute e la proditoria febbre da fiamma gialla.
In copertina, il faccione da insaccato di un giulivo Prodi. È lui il principale bersaglio di battute e freddure messe insieme da Altorio, fondatore di barzellette.it e autore di libri di umorismo che con la sua ultima fatica sta pure facendo sghignazzare mezzo Palazzo. «Proditax», in vendita dal 10 dicembre, è entrato nelle case di 10mila italiani ma è pure andato a ruba tra i senatori di Forza Italia. Pare che tra una seduta e l’altra, a palazzo Madama, gli azzurri si segnalino a vicenda le chicche del libro.
Dissacranti, irriverenti, ironiche, a tratti volgari, sbeffeggiano l’Italia prodiana, martirizzata da una pressione fiscale insopportabile e dall’immobilismo del centrosinistra. «Che differenza c’è tra la faccia e il sedere di Prodi? Che la faccia scoraggia». E ancora: «Notizia Ansa: Poste Italiane ha emesso e subito ritirato il nuovo francobollo di Prodi. La gente sputava dalla parte sbagliata». Oppure: «Questa notte ho sognato Prodi vestito da principe azzurro. Veniva su uno splendido cavallo bianco e mi portava via. Tutto».
Triviale ma facile come sparare sulla croce rossa il diluvio di battute sull’«incidente» notturno del portavoce Sircana, pizzicato da un fotografo a colloquiare con un/una bella di notte. Ma la sfrontatezza delle tasse targate Unione e le doti vampiresche del viceministro Visco sono il filo conduttore della valanga di battute sul governo fiscalmente più invadente degli ultimi decenni: «Che differenza c’è tra la zanzara e Prodi? La zanzara quando ti succhia il sangue non ti dice che è per il tuo bene». E ancora: «Ecco il nuovo sistema di tassazione inventato da Padoa-Schioppa, geniale nella sua semplicità: A) Quanto guadagni? B) Mandaceli». Oppure: «Quando ero ragazzo mi dicevano che chiunque poteva diventare presidente del Consiglio. Sto iniziando a crederlo».
La sete di potere e poltrone del centrosinistra è così lampante che un anonimo genio s’è inventato la scena: «Nel corso di una riunione per la formazione del governo, Prodi fa un grosso starnuto. Alla sua sinistra Livia Turco prontamente esclama: Salute! A seguire gli altri componenti, nella paura di rimanere senza portafoglio: Finanze! Interno! Difesa!».
Ma ce n’è anche per il nostro Guardasigilli: «Può darsi che mi abbia creato Dio. Ma Dio ha creato anche Mastella e questo spegne un poco il mio entusiasmo». E per il magrissimo ex segretario dei Ds: «Cosa dice la moglie di Fassino mentre fa l’amore col marito? Mi sto facendo le ossa».
A metà tra Mr Bean e Fantozzi, il premier è il goffo protagonista della storia che lo vede a passeggio con la moglie Flavia. Romano si ferma davanti a una vetrina ed esclama: «Pantaloni 20 euro, camicia 17 euro, giubbotto in pelle 35. Vedi? Non sono prezzi alti. E poi parlano di crisi». La moglie lo guarda teneramente ma sibila: «Stupido! Non vedi che quella è una lavanderia?». Nell’Italia dell’Unione si ride per non piangere.
SBEFFEGGIATI ANCHE FASSINO, MASTELLA E PECORARO: «Il patrono dei comunisti? San Toro»
- Piero il “grissino”: Fassino è così magro che quando va al parco sono le anatre che gli buttano il pane.
- Voli pericolosi: Su un aereo ci sono Prodi, Rutelli e Mastella. L’aereo cade. Chi si salva? L’Italia.
- Le angurie: I verdi sono come le angurie: verdi fuori, rossi dentro con qualche puntino nero.
- Pugni chiusi: Un saluto a pugno chiuso al compagno Bertinotti: prima su un occhio e poi sull’altro.
- Meglio Osama: Perché gli afgani hanno Bin Laden e noi Prodi? Loro hanno scelto per primi.
- Le favole: Che differenza c’è tra un pacifista e Pinocchio? Uno ha la testa di legno e racconta balle, l’altro è il figlio di Geppetto.
- I parcheggi: A Roma un signore parcheggia davanti a palazzo Chigi. Si allontana lentamente ma dal palazzo del governo esce subito un portinaio che gli urla dietro: «Guardi che lei non può parcheggiare qui!». «E perché no?». «Perché qui devono passare Prodi, Visco, Padoa-Schioppa». «Ah, non si preoccupi, ho l’antifurto!».
- Nessuna amnesia: La segretaria di Prodi inciampa e cade. Il premier l’aiuta a rialzarsi. Lei: «Presidente, che gentile, come posso ringraziarla?». E lui: «Il governo è caduto e ci saranno nuove elezioni: potrebbe votare per me». La donna: «Ho sbattuto il sedere, non la testa!».
- Occhi a mandorla: In Cina rispettano i diritti umani. Ci hanno restituito sia Prodi sia i mille della sua delegazione. E non hanno neppure provato a copiarceli.
- L’Udeur: Che differenza c’è tra un prete e Mastella? Nessuna: entrambi prendono i voti e poi cambiano parrocchia.
- Tutti uguali: Il mago fece un gesto e scomparve la fame, fece un altro gesto e scomparve l’ingiustizia, poi un altro ancora e terminò la guerra. Il politico fece un gesto e scomparve il mago.
- Girotondi: Sapete perché Nanni Moretti ha voluto partecipare ai girotondi? Perché se avesse giocato a nascondino non lo avrebbe cercato nessuno.
- Sinistra in crisi: Per tranquillizzare i moderati la sinistra ha liquidato il passato. Poi, presa dall’entusiasmo, anche il futuro.
- La toilette: L’onorevole Bertinotti ha ordinato di togliere da tutte le sedi del partito la scritta “Toilette” sulle porte dei bagni e di sostituirla con «Lo sforzo del popolo nel momento del bisogno».
- Come un boiler: Che differenza c’è tra Bertinotti e uno scaldabagno? Se togli la resistenza rimane solo un bidone.
- La preghiera: Prodi nostro che stavi a Bruxelles, sia De Benedetti il tuo nome, sia Fiat la tua volontà come in Sme così in Serbia, dacci oggi la nostra Irap quotidiana e rimetti a noi il debito pubblico come noi lo rimettemmo al nostro Amato, e non ci indurre nell’Unione ma levati dai co… Amen.